Il commento del direttore
Remo Vangelista
La riforma della Croazia degli alloggi privati ha messo un freno alla crescita incontrollata degli affitti brevi, ma non ai benefici per le comunità territoriali. Un risultato ottenuto in meno di un anno (con un +6% di prenotazioni distribuite nel pre e post peak season) e a cui l’Europa già guarda come modello virtuoso, grazie anche ai dati resi noti in occasione della visita a Milano di Tonci Glavina, ministro del turismo e dello sport della Repubblica di Croazia. “Per la prima volta nella storia turistica nazionale - ha spiegato Glavina - l’alta stagione ha registrato nel 2025 una riduzione di 2mila posti letto negli alloggi privati, portando a un calo di 10mila unità complessive a fine anno: di riflesso, però, è aumentato il tasso di occupazione delle strutture esistenti, con ricavi maggiori e periodi operativi più lunghi”.
Stando ai dati dell’agenzia delle entrate croata, il numero di nuovi contratti di locazione a lungo termine è, infatti, aumentato del 14%, mentre più di 3.650 contribuenti hanno preferito adottare formule di affitto a lungo anziché a breve termine (di cui la Croazia è il primo mercato al mondo, con una crescita letti media di circa 30mila unità all’anno fra il 2016 e il 2024): la richiesta del consenso dal 66 all’80% dei vicini per avviare nuovi affitti a breve termine, tasse più alte e numeri di registrazione obbligatori per le proprietà, unitamente a incentivi per il lungo termine, non hanno dunque creato scompensi sociali.
“In virtù dei dati generati dalla Legge sul turismo - ha evidenziato ancora Glavina - oggi è possibile pianificare la gestione delle destinazioni, il calcolo della capacità ricettiva privata, ma anche il rafforzamento locale e regionale delle decisioni e della qualificazione imprenditoriale, a tal punto che abbiamo già attribuito a oltre 3mila famiglie il marchio di riconoscimento ‘local host’: categoria che tutela l’ospitalità familiare autentica, basata sull’effettiva residenza in loco”, e che dà il nome alla prima campagna di promozione”. Nel 2026 la Legge sulle attività ricettive sarà ulteriormente implementata per contrastare l’economia sommersa, agevolando la raccolta e lo scambio di dati sulle locazioni a breve termine mediante piattaforme online.