Ue su affitti brevi,
proposti paletti
ma nessun divieto

La Commissione europea prepara un intervento normativo sugli affitti brevi all’interno della nuova strategia europea sulla casa, con l’obiettivo di fornire agli Stati membri e alle amministrazioni locali strumenti per gestire l’impatto delle locazioni turistiche nelle aree a maggiore pressione abitativa. Il percorso, avviato con il Piano casa europeo, dovrebbe culminare entro la fine del 2026 in una proposta legislativa, come riporta corriere.it.

Il principio guida dell’iniziativa è la proporzionalità: non sono previsti divieti generalizzati sugli affitti di breve durata, ma un quadro giuridico che consenta interventi selettivi nei territori dove il turismo incide in modo significativo sulla disponibilità di alloggi per i residenti.

Le misure proposte

Il fulcro della possibile futura normativa sarà l’individuazione delle “aree sotto stress abitativo”, ossia zone urbane in cui la concentrazione di affitti brevi raggiunge livelli critici. Secondo le stime europee, in alcune aree ad alta attrattività turistica le locazioni di breve periodo possono rappresentare fino al 20% dello stock abitativo complessivo. In questi contesti, le amministrazioni locali potranno attivare misure di contenimento.

Tra gli strumenti rientrerebbe la possibilità di introdurre limiti al numero massimo di notti affittabili all’anno, già adottati in alcune città europee. Tali misure non saranno obbligatorie né imposte a livello comunitario, ma lasciate alla discrezionalità degli enti locali. Vengono inoltre citate come esempio esperienze di regolazione stagionale degli immobili, volte a favorire l’affitto a residenti o studenti nei periodi di minore domanda turistica, senza che ciò si traduca in schemi vincolanti.

Maggiori tutele per i consumatori

Un altro elemento centrale della proposta riguarda la distinzione tra host professionali e non professionali, considerata funzionale a riequilibrare la concorrenza con il settore ricettivo tradizionale e a rafforzare le tutele dei consumatori, in particolare sotto il profilo della sicurezza e delle responsabilità degli operatori.

A completare il quadro normativo contribuirà il regolamento europeo approvato nel 2024, che entrerà in vigore nel 2026. Il testo prevede regole comuni sull’identificazione degli immobili e sulla condivisione dei dati da parte delle piattaforme online, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio del settore da parte delle autorità nazionali e locali, anche sotto il profilo fiscale.

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