Clamorosa svolta all'Enit:
agenzia senza dipendenti

di Remo Vangelista e Cristina Peroglio
14/10/2015
10:55
 

L’Enit, oggi, è una scatola vuota.  

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I dipendenti, messi di fronte alla scelta se rimanere all’interno della pubblica amministrazione, attendendo la ricollocazione in altri dipartimenti o in altri uffici a diversi livelli, oppure accettare un inquadramento diverso restando all’interno di Enit, non hanno avuto dubbi.

La totalità di loro ha scelto di lasciare Enit.

La decisione, dicono fonti di via Marghera, non è stata una scelta vera e propria. La proposta ‘privatistica’, infatti, di fatto non c’è ancora stata. Spifferi all'interno dell'Agenzia spiegano che nessuno sa nulla né del tipo di contratto che sarà riservato ai nuovi dipendenti Enit, né del livello di inquadramento né tanto meno dello stipendio che toccherà ad ognuno di loro.
Giocoforza, dirigenti e dipendenti dopo 20 o 30 anni di carriera, hanno lasciato la palla e sono in attesa di essere dislocati in altre pubbliche amministrazioni. Non solo: pare che il ricorso presentato nei confronti della trasformazione in ente pubblico privato verrà esteso anche alla delibera che fissava le modalità di scelta tra i due contratti, contestando quindi la procedura stessa dell’opzione proposta.

Il consiglio di amministrazione è stato prontamente riconvocato per affrontare la nuova situazione: domani Christillin, Lazzerini e Preiti si incontreranno. A loro la decisione su modi e tempi per rendere di nuovo operativo Enit.

Inizieranno presto le selezioni di nuovo personale, sarà probabilmente redatto un avviso pubblico, ci si rivolgerà al mercato, mentre al contempo si cercherà di risolvere l’intricata vicenda dei dirigenti di Promuovitalia. Intanto, è probabile che i nuovi vertici faranno valere la possibilità di richiedere al personale di garantire la continuità operativa per altri sei mesi.

Quello che è certo, è che per avere un Enit a pieno regime, saranno necessari ancora numerosi altri mesi.


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