Studio Euromonitor: i Paesi emergenti salvano l'Europa

di Stefania Galvan
18/06/2012
09:57
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Cosa potrebbe succedere a fine anno all'industria turistica europea? Quale sarebbe l'impatto di un'eventuale uscita della Grecia dall'eurozona o, addirittura, di un collasso dell'Unione europea?

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Euromonitor ha cercato di rispondere a queste domande ipotizzando tre scenari di studio per illustrare al meglio il potenziale impatto della crisi della zona euro sull'industria dei viaggi nel continente.

La conclusione è che, allo stato attuale, l'anno dovrebbe chiudersi con una flessione sì, ma abbastanza contenuta, grazie soprattutto al supporto dei viaggiatori provenienti dai mercati emergenti come Russia, Cina e Brasile che, già nel 2011, hanno fatto segnare una forte crescita.

Si spera che questa tendenza possa continuare per tutto il 2012, anche se è improbabile che riesca a compensare il calo dei visitatori interregionali. Comunque l'impatto sulla zona euro, per quest'anno, dovrebbe essere ancora limitato, con un rallentamento complessivo di arrivi di soli 0,7 punti percentuali.

Inoltre il continuo indebolimento dell'euro rispetto alle principali valute può avere un impatto positivo sull'industria turistica attirando, ad esempio, i big spender provenienti dal Nord America.

Se, però, si verificasse l'uscita della Grecia il calo di visitatori potrebbe arrivare al 2,8 per cento, tasso che scenderebbe al meno 11 per cento nell'ipotesi di collasso dell'eurozona, a causa della forte recessione economica europea e delle conseguenze negative sull'economia globale.

Le ripercussioni dell'attuale situazione finanziaria sono inevitabili anche sulla voce relativa alle spese turistiche, con consumatori più prudenti e, di conseguenza, entrate in calo. Nella migliore delle ipotesi la flessione complessiva dell'eurozona sarà limitata all'1,2 per cento: nel secondo caso, quello dell'uscita della Grecia, le spese turistiche scenderebbero del 4,4 per cento e nella terza ipotesi, la peggiore, la flessione sarebbe pari al 17,3 per cento.

Prospettive migliori, invece, per il turismo interno, che quest'anno dovrebbe rimanere in linea con il 2011; la moneta debole, infatti, incoraggia il turista a effettuare viaggi domestici, invece di recarsi all'estero.

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