Editoriale: il turismo dimenticato

Sono bastate poche ore per capire che il Decreto Rilancio aveva deluso tutti. Le associazioni, le imprese e le singole agenzie di viaggi hanno letto il documento con attenzione e la rabbia è aumentata con il passare delle righe.

Ma come? Tante promesse e poi nulla o quasi. Su un provvedimento da 55 miliardi si poteva e si doveva trovare più spazio e attenzione ad un comparto così pesante. Perché diventa pesante quando si parla del valore del Pil. Un dato tanto citato a memoria dai vari politici di turno. Ma in realtà mai sufficientemente valutato.

Ora, di fronte alla riapertura delle attività gli organizzatori del Manifesto per il turismo e altre migliaia di piccole, medie e grandi aziende hanno deciso di fare sentire la loro voce.
Così non è possibile andare avanti, hanno detto.

Senza certezze, senza date precise (e non previsioni) sulle varie riaperture di voli e confini. Mentre i vicini di casa del Mediterraneo si stanno organizzando per recuperare traffico. O almeno ci provano dando norme, spazio e fiducia all’industria delle vacanze.

Serviva uno scatto d’orgoglio del settore e questo sta arrivando proprio in queste ore.

Adesso è il momento di non mollare e provare a riorganizzare l’esercito del turismo. Con operazioni chiare e nette, perché #cosinonriparto.

Ti è piaciuta questa notizia?
Condividi questo articolo
Iscriviti a TTG Report, la nostra Newsletter quotidiana
Più lette
Oggi
Settimana