Quarantena per chi torna
Così si bloccano i viaggi

03/07/2020
08:35
 

“In alcuni Paesi, come la Tunisia, i confini sono aperti ma chi vi soggiorna al ritorno deve fare la quarantena: quanti possono permettersi di fare le ferie e poi restare altri 15 giorni a casa?".
Pier Ezhaya, consigliere delegato di Astoi, in un’intervista rilasciata ieri, mette il proverbiale dito nella piaga ed evidenzia un ‘bug’ delle riaperture turistiche.

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In buona sostanza, secondo l’ordinanza del ministro della Salute, i turisti italiani possono uscire dai confini extra Ue per trascorrere un periodo di vacanza o per viaggi di lavoro, ma al loro rientro devono effettuare una quarantena di 14 giorni prima di poter tornare alla vita normale.

E a nulla vale la lista dei 15 Paesi che la Ue ha autorizzato a varcare i confini: anche chi ritorna da uno di questi Stati è obbligato alla quarantena.

Un passaggio, questo, che in prima battuta poteva essere sfuggito, nella convinzione che solo i Paesi ‘fuori dalla lista’ degli ingressi nella Ue fossero ancora considerati poco sicuri. Ma che non è certo sfuggito ai professionisti del turismo, che ora alzano la voce.

Un passaggio che coinvolge tutto il sistema turistico, anche quello del trasporto aereo: se è vero che ogni giorno le compagnie riaprono nuove destinazioni, è altrettanto vero che i viaggiatori italiani, tornando, devono sottostare alle restrizioni dell’isolamento fiduciario.

Cosa che non favorirà di sicuro la propensione a viaggiare dei nostri connazionali e che rischia di mettere una pietra tombale sull’estate dei viaggi all’estero.

Con buona pace delle prospettive di rilancio promesse dal Governo.


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