L'impennata dei viaggi
e i dubbi del turismo

di Francesco Zucco
17/08/2022
08:35
 

L'estate 2022 è la nuova normalità a cui il turismo deve abituarsi? La domanda torna sempre più insistentemente nei corridoi delle aziende del settore travel, in cui sempre più spesso si attende l'inverno per capire quanto solida sarà effettivamente la ripresa.

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A porsi la domanda apertamente, come riporta travelweekly.com, è stato il network dei viaggi di lusso Virtuoso, che nel corso di un evento a Las Vegas si è chiesto se il comparto si trovi di fronte a una bolla o a un 'new normal'.

Lo spartiacque
Di sicuro la stagione calda i quest'anno rappresenta un confine tra il recente passato, quello delle restrizioni per contrastare il Covid, e il futuro, segnato dal ritorno dei viaggi.

Sul fatto che l'estate in corso abbia segnato un'inversione di rotta non c'è da discutere: i dati di occupazione e delle vendite parlano chiaro. Le cifre sono completamente diverse da quelle dello scorso anno, anche se in molti casi non hanno ancora raggiunto i livelli del 2019.

Nel caso di Virtoso, tuttavia, le vendite da gennaio a luglio hanno superato del 2% quelle dell'ultimo anno pre-Covid. Ma le percentuali non cambiano il discorso: la fiammata del 2022 è destinata ad ardere a lungo oppure si rivelerà un fuoco di paglia?

Le domande arrivano soprattutto alla luce di diversi fattori che avrebbero dovuto farsi sentire sul turismo e che invece sembra abbiano avuto un effetto molto limitato: l'inflazione, la situazione politica internazionale, l'aumento del costo del fuel.

Tutti questi elementi, per il momento, non sembrano aver scoraggiato i viaggi, come invece sarebbe sembrato logico pensare. Ma il trend continuerà?

La risposta potrebbe variare da Paese a Paese e da target a target, ma Virtuoso sembra essere sicuro che la tendenza al rialzo proseguirà anche nel 2023: anno che, secondo il network, segnerà un nuovo record dopo quello del 2022, che a sua volta ha superato il 2019.


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