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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter

Evviva! Tornano le convention in presenza, era ora

08/06/2021
12:51
 

“È la prima convention in presenza - navi escluse - dell’anno. Non si può non esser contenti di stare qui!”: parola di Leonardo Massa, managing director Italia di Msc Crociere. Poco dopo Nicola Bonacchi, direttore commerciale Alitalia, avrebbe ripetuto la stessa cosa. Contenti entrambi di NON essere su Zoom, di NON vedere le faccine dei colleghi su una finestrina del monitor, di NON dover nascondere il sorriso dietro una mascherina. In presenza, finalmente.

Tutto questo è accaduto, il 5 giugno scorso in Salento, davanti a oltre cento agenti di viaggi: per quello che Ota Viaggi T.o. ha chiamato timidamente 'educ work', ma che io definirei meglio come la 'convention della ripartenza'. Convention perché c’erano ospiti, sponsor e agenti, quindi tutti gli elementi necessari. Ripartenza perché finalmente - navi a parte - ci si è ritrovati di persona, cosa che non accadeva - al sottoscritto, ma credo a molti - da 15 mesi. Da febbraio 2020. Una vita fa.

Ho già scritto di convention, su questo blog e spiegato i 5 errori da evitare perché abbiano successo. Stavolta mi limito ai tre motivi essenziali perché una convention 'tradizionale' è insostituibile.

1. Perché nulla può sostituire sorrisi e strette di mano - Per i sorrisi ci siamo quasi (le mascherine, bevendo e mangiando, si possono togliere); per le strette di mano manca poco, perché non se ne può più di gomitate e pugnetti. Ma è l’essere uno di fronte o accanto all’altro - in un teatro, un ristorante o una sala riunioni - che rende tutto diverso. Perché siamo animali sociali e noi che ci occupiamo di turismo - non di software o di pneumatici - non possiamo fare a meno del contatto. Solo oggi capiamo quanto sia importante e quanto ci sia mancato.

2. Perché il prodotto turistico va vissuto di persona - Un villaggio o un hotel, un tour o una crociera 'muoiono' se visti solo su un catalogo cartaceo (quei pochi che ancora si stampano), sul monitor di un Pc o - peggio - sui 6 pollici di uno smartphone. Anche la realtà virtuale o 'aumentata' (lo dice un boomer, vabbè) fa ridere, perché la vista dal balcone della cabina sul quindicesimo ponte di un’ammiraglia Costa o Msc è semplicemente irriproducibile. Solo chi è stato in un posto può descriverlo. Marco Polo l’aveva già capito, sette secoli fa.

3. Perché il cliente ha bisogno di essere rassicurato - Non a caso il tema 'sicurezza' è stato scelto da Ota Viaggi come claim dell’evento. Sicurezza intesa non tanto come il mantra “mascherina - distanziamento - lavarsi le mani” perché tanto ci siamo abituati. Ma perché chi spende qualche migliaio di euro per portare la famiglia in vacanza - dopo 15 mesi disgraziati - vuole essere certo di quel che trova. E la testimonianza di chi in quel villaggio o in quell’hotel c’è stato, di persona, è fondamentale: sono gli agenti i migliori testimoni. “L’anno scorso abbiamo speso una cifra e siamo finiti in un posto che pareva una prigione!” lamenta un addetto ai Cral, quelli che ai bei tempi ti riempivano la bassa stagione. A chi tocca rassicurarlo? Facile, allo stesso addetto booking Ota Viaggi che mi ha raccontato l’episodio e che era col sottoscritto all’educ work. Aveva la mascherina, ma sorrideva. Lo so.


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