Il fondo TT2 in cerca di startup traveltech italiane

TT2 – Travel Tech 2 è un fondo di investimento internazionale, con sedi in Spagna, Olanda e Italia, specializzato in traveltech B2B e SaaS, con la missione di intercettare e sostenere startup italiane ed europee capaci di sviluppare soluzioni tecnologiche concrete per la filiera del turismo, riportando valore, competenze e controllo strategico in Europa.

TT2 nasce con un approccio selettivo e industriale. Il fondo investe esclusivamente in startup b2b, evitando modelli b2c ad alta intensità di marketing, e punta su soluzioni che incidono sui nodi chiave della filiera: prima fra tutte l’IA come abilitatore orizzontale per automatizzare processi, efficienza operativa e gestione dei dati. Ma l’investimento non è solo finanziario.

“Il capitale è una condizione necessaria, ma non sufficiente”, sottolinea in una nota alla stampa Leonardo Saroni, general partner di TT2. “Per competere davvero servono accesso al mercato, validazione industriale e relazioni di alto livello. Noi mettiamo a disposizione delle startup partecipate un ecosistema solido di contatti, partner, corporate e operatori del settore, (85 investitori industriali da 15 Paesi diversi, catene alberghiere, compagnie aeree e società tecnologiche) accelerando in modo concreto crescita e adozione delle tecnologie. Il nostro modello mira a creare le basi per una sovranità tecnologica nel turismo”.

Il divario italiano

Secondo i dati più recenti, a fronte di 234 milioni di notti di turisti internazionali, l’Italia registra incassi nettamente inferiori rispetto a Spagna e Francia. Questo perché gran parte del valore economico generato dal turismo italiano non resta sul territorio, ma viene intercettato da piattaforme tecnologiche, software, sistemi di distribuzione e gestione dati sviluppati e controllati principalmente in Paesi extraeuropei.

Un fenomeno, fanno sapere da TT2, che pesa ancora di più in un contesto caratterizzato da offerta frammentata e bassa intensità digitale, soprattutto tra operatori indipendenti, che finiscono per sottostare alle regole di intermediari esteri per vendite, pricing, relazione con il cliente e accesso ai dati.

“Il turismo è uno dei pilastri dell’economia italiana, ma continuiamo a comportarci come semplici fornitori di asset fisici – destinazioni, strutture, esperienze – lasciando ad altri il controllo della tecnologia e quindi del valore”, continua Saroni. “Se la componente digitale resta esterna, la crescita dei flussi non si traduce automaticamente in crescita economica strutturale”.

Una sfida strategica per il futuro

Il turismo continuerà a crescere, ma la vera sfida è trattenere valore. Senza una filiera tecnologica forte, ribadisce il fondo in una nota stampa, il rischio è che l’Italia resti una destinazione di successo, ma un attore marginale nella catena del valore globale. “La Legge di Bilancio 2026, approvata dal Parlamento e sostenuta dal Ministero del Turismo pone un primo tassello per rafforzare la nostra infrastruttura digitale nazionale nel turismo, riconoscendo che il futuro della competitività passa anche attraverso la capacità di gestire dati, servizi e relazioni in modo integrato. TT2 opera sulla stessa traiettoria. Investire in questo settore significa difendere competitività, margini e occupazione qualificata. È una scelta industriale, prima ancora che finanziaria”, conclude Saroni.

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