Prezzi dei biglietti aerei:
lo spettro fuel surcharge

Ci sarà un effetto a catena sui prezzi dei biglietti aerei come conseguenza del conflitto in Medio Oriente? I primi segnali sembrano andare in questa direzione, anche se i rincari improvvisi che si sono verificati sulle rotte Est-Ovest sembrano più causati dall’emergenza dei primi giorni piuttosto che da una conseguenza diretta dell’escalation del prezzo del petrolio, con punte massime prossime ai 120 dollari al barile, salvo poi ridiscendere nelle ultime ore sotto quota 90.

Tuttavia le incognite restano su cosa potrà succedere nel breve-medio termine e tra gli analisti di settore così come tra i vertici delle compagnie aeree sta iniziando a tornare una voce messa da parte da diversi anni dal mercato del trasporto aereo: fuel surcharge. Il ceo di United Airlines, Scott Kirby, ha recentemente avvertito che il gigantesco aumento dei costi del carburante per aerei potrebbe avere un impatto “significativo” sulle finanze della compagnia aerea, con un conseguente aumento dei prezzi dei biglietti, che potrebbero “probabilmente iniziare presto”, secondo quanto riportato da Abc News.

Fuel hedge dimenticato

Lo stesso organo di informazione americano fa notare come il conflitto abbia colto di sorpresa le compagnie aeree, che in una situazione di relativa stabilità del prezzo del petrolio, avevano messo da parte la pratica del fuel hedge, ovvero l’acquisto in anticipo di grosse forniture di carburante a prezzi stabili per i mesi a venire. Risultato: il rincaro diventa ora destinato ad avere effetti immediati sui costi dei vettori e di conseguenza sui biglietti.

Un primo effetto sul mercato italiano lo si è avuto proprio ieri, quando è arrivata una comunicazione da parte della Qantas nella quale veniva annunciato che a partire da oggi sarebbe stato applicato un supplemento del 5% su tutte le classi di servizio per i voli tra Italia e Australia.

Incognita assicurazioni

Ma il prezzo del carburante sembra non essere l’unico grattacapo per le compagnie aeree e, di conseguenza, per chi vola. In un reportage effettuato da Times Now si evidenzia infatti come siano già iniziati i confronti tra le compagnie di assicurazioni e i vettori. Sul piatto la possibilità concreta che nelle rotte considerate oggi a rischio le prime decidano di aumentare le tariffe per passeggero, almeno in via temporanea. Una voce extra inattesa per le aerolinee che, nel caso, andrebbe a pesare ulteriormente sui passeggeri.

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