Crac Thomas Cook il giorno dopo: caos negli aeroporti

Lunghe ore di attesa negli aeroporti nella speranza di sapere come e quando ci sarà un aereo per riportarli a casa. Sono giornate di caos e alta tensione in diversi aeroporti, in particolare nelle località di villeggiatura del Vecchio Continente, dopo lo stop totale alle attività di Thomas Cook.

Il ponte aereo organizzato dalla Gran Bretagna sta riuscendo a riportare in patria i cittadini del Paese, ma negli scali si stanno ammassando anche tutti quei turisti non britannici che avevano acquistato pacchetti attraverso Thomas Cook o sue controllate e che ora devono trovare una soluzione per riuscire a tornare a casa.

La crisi in Germania
La situazione più critica sembra riguardare al momento la Germania: qui il Governo si è chiamato fuori e ha ricordato che il rimpatrio dei turisti, secondo la legislazione, spetta alle imprese coinvolte e non al Governo. E la situazione potrebbe diventare ancora più serie considerata la difficoltà che sta attraversando al compagnia aerea Condor. Quest’ultima ha già chiesto un prestito ponte al Paese per potere affrontare questa emergenza: un altro stop ai voli avrebbe conseguenze enormi in un momento già fortemente critico.

Situazione di forte difficoltà anche negli aeroporti di Baleari, Canarie e località balneari della Spagna. Ma nel Paese più che al problema contingente si guarda con apprensione al futuro. I crediti vantati dalle catene alberghiere, secondo le prime stime, ammonterebbero a milioni di euro.

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