Crociere, strada tracciata per viaggiare in sicurezza

La vacanza, un miraggio irraggiungibile in questi giorni, relegato in un angolo remoto dei desiderata di tutti noi da problemi ben più gravi e contingenti, di ordine sia sanitario sia economico.

Un raggio di luce però si intravede, ed è quello portato dalle crociere, che dopo una ripartenza particolarmente lenta e difficoltosa, sono state  esentate dai veti imposti dall’ultimo Dpcm perché considerate sicure.

Sicurezza ai massimi livelli
Sicurezza frutto del duro lavoro di mesi, che ha portato le compagnie a mettere a punto protocolli con normative ben più severe di quanto richiesto, tanto da guadagnarsi il titolo di “esperienza da riprodurre” anche in altri ambiti turistici.  

E gli operatori crocieristici non demordono e continuano a viaggiare a capienza talmente ridotta da rendere impensabile qualsiasi vantaggio economico a breve termine.

Una scelta coraggiosa
Una scelta coraggiosa, quella di continuare a operare in uno scenario tanto difficile, che dovrebbe però premiare sul fronte della fidelizzazione a lungo termine della clientela e della possibilità di offrire una valida e soprattutto sicura alternativa in questo periodo di lockdown.
Il paradosso è che le navi da crociera si sono trasformate in vere e proprie isole galleggianti, isolate dal resto dell’Italia e quindi in grado di preservare l’immunità dal virus di quanti decidono di scegliere una vacanza a bordo, con la possibilità fra l’altro di concedersi una pausa serena, che consente di evitare coprifuoco serale, impossibilità di cenare al ristorante o di fare un bagno in piscina. Tutti ‘lussi’ assicurati invece proprio a chi  sceglie la crociera.

Le nuove opportunità
Per questo, i principali competitor sul nostro mercato, da Costa Crociere a Msc Crociere, stanno faticosamente continuando a programmare itinerari che toccano alcune località italiane e le idee per sfruttare al meglio le opportunità garantite dalla vacanza per mare non mancano.

A cominciare dalla possibilità di lavorare in smart working durante la navigazione, fino alla creazione di mini crociere alla scoperta di alcune località italiane o alle potenzialità garantite agli sposi che vogliono comunque concedersi un viaggio di nozze.

Verso un protocollo unico
Certo, si tratta di un flebile raggio di luce, ma sull’onda dell’esperienza in Italia, il vice presidente di MedCruise, Valeria Mangiarotti, ha parlato di un possibile protocollo unico per i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, indipendentemente dallo Stato in cui approda la nave, in grado di consentire di allargare i confini della navigazione.

Per ora solo un’ipotesi di lavoro, che potrebbe però aprire a nuovi scenari di sviluppo.

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