Il commento del direttore
Remo Vangelista
“La sfida sarà mantenere l’anima del viaggio in un mondo dominato dagli algoritmi”. Questo il principale obiettivo che il tour operating sarà tenuto a centrare nel prossimo decennio, secondo Cristian Gabriele, direttore generale del Gruppo Fruit InViaggi.
Le rapide evoluzioni tecnologiche ridisegneranno il ruolo dell’operatore turistico. “In un orizzonte di 10 anni il tour operator non sarà più un semplice intermediario di servizi, ma un curatore dell’esperienza di viaggio”, sostiene il manager, precisando che “la disintermediazione tecnologica spingerà i viaggiatori a cercare la sicurezza e l’esclusività, che solo un operatore strutturato può garantire”.
Verso un nuovo modello
Tuttavia, lo sviluppo tecnologico non va letto come una minaccia, bensì come un’estensione e un potenziatore di relazioni. “La tecnologia sarà invisibile e al totale servizio dell’emozione umana, ma la cosa fondamentale da sottolineare è che non sostituirà il fattore umano, ma lo potenzierà”, prevede Gabriele.
Un’evoluzione che avrà ricadute significative sui modelli di business del comparto, chiamato a una maggiore efficienza, nonché alla valorizzazione della professionalità. “La tecnologia e la maggiore consapevolezza dei consumatori porteranno a modelli di business più snelli, a decisioni più rapide e a una maggiore responsabilità sul valore offerto”.