Il commento del direttore
Remo Vangelista
Concentrati sul digitale e sui social, flessibili, attenti alla sostenibilità e sempre più specializzati perché guidati dalla voglia di offrire esperienze. È il ritratto che Fiavet-Confcommercio, con un’indagine a campione, ha tratteggiato dei giovani fino ai 40 anni che lavorano nelle 6.600 agenzie di viaggi italiane.
La ricerca mostra che la fascia più rappresentata, con il 69,4% degli occupati, è quella tra i 31 e i 40 anni, seguita dai 25-30 anni (il 21,5%) e da quella 18-24 con il 9,1%. Questi nuovi agenti di viaggi hanno titoli formativi elevati (il 52,9% dei giovani dipendenti ha la laurea o un master) e un’esperienza lavorativa consolidata (il 38,8% di loro è in agenzia da oltre 10 anni).
La maggior parte di loro, il 37,2%, è titolare o socio, seguono poi i banconisti, con il 28,9% dei casi e l’8,3% di consulenti. I dipendenti under 40 delle adv, omogeneamente presenti su tutto il territorio nazionale, sono attenti all’etica e alla sostenibilità, sono molto specializzati e tendono a rivolgersi sempre più a segmenti di nicchia del mercato.
Viaggio come esperienza
Il viaggio viene infatti concepito come esperienza, unicità contro l’overtourism, per questo preferiscono il tailor made ai tour operator classici. Nelle agenzie gestite da giovani, o in cui operano i giovani, chi acquista sono soprattutto famiglie (28,9%), coppie (28,1%) e appunto quel turismo di nicchia, come il cicloturismo o i viaggi del gusto, che in queste adv arriva a rappresentare il 9,1% dei clienti. Questi giovani venditori considerano fondamentali i social, in particolare modo Instagram che è usato dal 44% di loro, seguito da Facebook con il 37%, e TikTok dall’8%. Non vedono quindi come un problema la concorrenza delle Ota o dell’IA ed essendo cresciuti lavorativamente dopo l’attentato alle Torri Gemelle sono coscienti dell’instabilità del settore, quindi si dichiarano attenti, ma positivi (oltre il 67% di loro si dice infatti ottimista verso il futuro). Chiedono flessibilità oraria, evidenziano margini di profitto troppo bassi per il settore, ma soprattutto vorrebbero formazione di alto livello, proporzionata al loro bagaglio tecnologico. Il 45% degli intervistati, ad esempio, vorrebbe seguire un corso avanzato di digital marketing.