Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il turismo crocieristico rafforza il proprio ruolo nell’economia globale e nei territori. Lo evidenzia il nuovo report “Cruising for Impact” del Wttc, che misura gli effetti lungo tutta la filiera, individuando sette driver di impatto: occupazione e competenze, inclusione, sviluppo delle comunità, tutela culturale, infrastrutture, innovazione ambientale e gestione delle emergenze.
Nel 2024 il comparto ha generato 98,5 miliardi di dollari di contributo diretto al Pil mondiale e 199 miliardi di dollari di produzione economica complessiva. Numeri che si traducono in 1,8 milioni di posti di lavoro e 60,1 miliardi di dollari in salari distribuiti.
La spesa diretta legata alle crociere raggiunge i 93 miliardi di dollari, con ricadute immediate su imprese locali, servizi portuali, ristorazione e commercio. Il legame con i territori, inoltre, emerge con chiarezza. Oltre 1,4 milioni di occupati sono attivati a terra. Il rapporto indica anche un indicatore chiave: un posto di lavoro a tempo pieno ogni 20 passeggeri. Un dato che collega in modo diretto flussi turistici e occupazione locale.
Sul fronte della domanda, i dati della Cruise Lines International Association confermano l’effetto leva del settore. Più del 60% dei crocieristi torna nelle destinazioni scoperte durante il viaggio. Questo trend alimenta la fidelizzazione e sostiene la crescita turistica nel medio periodo.
Le prospettive restano positive: capacità passeggeri +19% tra 2022 e 2028. Un andamento che rafforza il ruolo strategico del comparto. “Il turismo crocieristico genera benefici concreti e duraturi”, afferma Gloria Guevara, presidente e ceo Wttc e invita governi e operatori a integrare il settore nelle strategie nazionali, puntando su filiere locali e competenze. Obiettivo: creare valore stabile per i territori anche nel lungo termine.