Il commento del direttore
Remo Vangelista
“C’è un’importante politica di sviluppo in atto, sempre con parsimonia e logica di mercato”. Descrive così il fondatore e amministratore unico di Puerto Svago, Salvatore Cerbone, il percorso che sta portando il network casertano a consolidarsi come una realtà di rilievo nel turismo organizzato del Mezzogiorno.
Un cammino avviato con gradualità, quello della rete distributiva che fa capo al Gruppo Cerbone, un ecosistema che include il tour operator SoFly, Campania Overland, Trepuntozero Travelnet, SimpleFly e Relais Piazza del Plebiscito. “Abbiamo aperto la prima agenzia nel 2004, la seconda nel 2007 e poi abbiamo iniziato a sviluppare la rete di Puerto Svago dal 2009 in poi”, racconta il manager a TTG Italia, mentre rimarca come l’esperienza maturata tra le fila un network si sia rivelata determinante per costruire un modello in grado di offrire un reale supporto alle agenzie affiliate. “Vengo da una sgradevole avventura di network, dove mi era stato promesso l’impossibile - supporto, tecnologie, assistenza accordi commerciali migliori -, quindi dal 2009 ad oggi ho cercato di pensare a quello che non mi è stato dato e di garantirlo a chi vuole affiliarsi”, riferisce Cerbone.
I passi verso la crescita
Il primo obiettivo è stato dunque quello di creare basi solide. “Perché - spiega l’amministratore unico di Puerto Svago - da un lato potremmo dire che è abbastanza semplice oggi promettere un futuro migliore a chi vive di turismo, dall’altra far sì che questo funzioni è estremamente difficile, perché in primis c’è bisogno di una struttura amministrativa importante, che funzioni bene”. Del resto, i costi di cui deve farsi carico il comparto distributivo sono notevoli a fronte di redditività spesso esigue.
“Dopo il Covid - continua Cerbone ripercorrendo i passi che hanno portato all’inizio dell’espansione del network - abbiamo preso questo bellissimo ufficio nuovo in provincia di Caserta e abbiamo deciso di sviluppare la rete partendo da casa nostra, quindi abbiamo aperto agenzie in Campania e pian piano ne abbiamo aperte anche in tutto il Centro-Sud Italia. Adesso contiamo circa 80 punti vendita operativi”. E altri sono in arrivo: “Puntiamo di arrivare a 100 entro la fine del 2026, quindi muovendoci con una media di apertura di 20/25 agenzie all’anno”.
Centrale, in questo percorso, la selezione delle affiliazioni. “Selezioniamo ancora più di prima i candidati - riferisce Cerbone -, perché non basta avere la buona volontà, ma ci vogliono delle caratteristiche precise e non escludiamo la possibilità di riconvertire agenzie sul territorio, perché oggi la classica agenzia non può sopravvivere, mentre se uno si affilia a un gruppo che fa questo ha più potere di negoziazione”.
Formazione e tecnologia
Parallelamente, grande attenzione è riservata alla formazione, considerata un asset strategico per la crescita del network e degli agenti. Non è un caso che il 2025 si sia chiuso con una due giorni di formazione alla fine di novembre, “il nostro regalo di Natale agli agenti”, rimarca il manager. “Crediamo fortemente nella formazione - continua -. Viviamo in una filiera dove ci sono troppi improvvisati e il cliente ne sa quanto i professionisti. Non bisogna farsi trovare impreparati”.
Un impegno che procede di pari passo con gli investimenti in tecnologia, ambito che coinvolge l’intero Gruppo Cerbone. Anche in questo caso il focus è chiaro: “Mettere al centro il cliente - sottolinea Cerbone -. Dobbiamo essere attuali nello scrivere le regole di dialogo con il cliente. Non si può pensare di fare impresa nello stesso modo di anni fa. Da sei mesi a questa parte stiamo lavorando a un Crm interno, ovviamente integrato con l’Ai, che semplifica relazione con il consumatore finale, per fare un vero b2b2c. Questo vuole dire che la casa madre dirama direttive chiare e la rete vendita segue questo tipo di relazione”. Un cambio di paradigma, che supera la logica della comunicazione standardizzata. “Questo non vuol dire solo fare gli auguri di compleanno o ricordare la scadenza del passaporto, ma offrire proposte legate alle esigenze del cliente, perché non è possibile mandare un’offerta neve famiglia a un single che vuole andare ai Caraibi a Natale”.
Il completamento del Crm è previsto entro il primo trimestre del 2026, a conferma di quanto il player non abbia paura di sperimentare, facendo dell’Intelligenza artificiale un’alleata strategica. “Non bisogna vederla come un nemico in casa, ma cavalcarla”, conclude il manager.