Campania, si apre il tavolo per l’uso civile dell’aeroporto di Grazzanise

Torna a farsi strada, questa volta in modo concreto, l’ipotesi dell’uso civile dell’aeroporto di Grazzanise, scalo militare in provincia di Caserta per il quale, a inizio 2025, il ministero della Difesa aveva già autorizzato il cosiddetto “uso duale” nel rispetto delle primarie esigenze militari, come riporta Il Sole 24 Ore.

Nei giorni scorsi l’Enac ha scritto ai ministri dei Trasporti e della Difesa chiedendo la convocazione di un tavolo in cui far partire un confronto, chiesto anche dal deputato della Lega Gianpiero Zinzi in un recente question time: “Il decongestionamento di Capodichino e l’avvicinarsi dell’America’s Cup sono esigenze prioritarie a cui Grazzanise può dare risposte”.

Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha chiarito al Sole 24 Ore: “Occorre ragionare sulla base di dati e numeri certi. Ogni investimento pubblico deve essere accompagnato e sostenuto da prospettive che si fondino su studi di fattibilità e analisi. Dunque c’è massima disponibilità a ragionare sullo scalo di Grazzanise, ma basandosi su dati che tengano conto delle esigenze, del contesto e delle dinamiche dei vari settori interessati”.

Lo studio di prefattibilità

Confindustria Caserta ha promosso uno studio di prefattibilità sul tema curato dalla società internazionale Steer. La tesi è che il traffico aereo internazionale verso e dalla Campania possa “crescere nei prossimi 30 anni dai 13 milioni di passeggeri movimentati nel 2025 ai 23,8 milioni che è possibile prevedere nel 2056. Pertanto, ci sarebbe spazio per un terzo scalo aeroportuale aperto al traffico civile e commerciale: Grazzanise può avere il ruolo di un aeroporto ‘satellite’ per alleggerire Napoli”.

Il riferimento è il modello di aeroporti satellite come a Parigi, Bruxelles e Milano, dove lo scalo secondario contribuisce a decongestionare il sistema aeroportuale.

L’aeroporto di Grazzanise secondo lo studio potrebbe servire un bacino di circa 5,6 milioni di persone e l’investimento necessario valutato è di circa 100 milioni di cui 90 milioni per l’aviazione commerciale e 10 milioni per l’aviazione civile (a prezzi del 2025).

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