Il commento del direttore
Remo Vangelista
Ammonterebbe a oltre 5mila unità il deficit di aerei derivante dai ritardi nella consegna di aeromobili causato dagli effetti nella filiera produttiva post pandemica. E’ quanto emerge da un rapporto stilato dalla Iata, che fa emergere le difficoltà che si trova ad affrontare un settore in forte espansione ma vincolato da limiti strutturali.
Oltre a un problema di produzione, l’associazione delle compagnie aeree avverte che si tratta di una sfida multidimensionale. A suo avviso, la ripresa richiederà l'aumento della capacità produttiva, la stabilizzazione delle catene di approvvigionamento globali e la garanzia di un quadro normativo e commerciale prevedibile che consenta di accelerare la consegna degli aerei. Un contesto che, sottolinea la Iata, non consentirà un ritorno alla normalità prima del 2031/2034.
La situazione è inoltre aggravata dal fatto che molti aerei ancora in stoccaggio sono troppo vecchi per tornare in servizio o sono bloccati a terra a causa di problemi esterni, come carenza di piloti o guasti ai motori. Questo lascia le aziende senza margini per aumentare significativamente l'utilizzo della flotta.