Il commento del direttore
Remo Vangelista
Un 2026 sull’altalena per i prezzi del trasporto aereo in Europa, con profonde differenze tra i vari Paesi e con il mese di maggio che ha registrato il maggiore aumento dell’anno, secondo i dati Eurostat. Per Bruxelles il 2026 è iniziato infatti con un calo, seguito poi da aumenti a febbraio e marzo e da un nuovo calo, del 4,7%, ad aprile. A maggio, invece, i prezzi sono tornati a salire, dell’8,1% rispetto lo stesso periodo del 2025, mentre a giugno l’aumento è stato più contenuto, del 3,1%.
Le oscillazioni dei prezzi sono state maggiori per i viaggi internazionali, rispetto a quelle dei voli nazionali. A giugno 2026, ad esempio, i prezzi dei viaggi di lungo raggio sono aumentati del 4,5% mentre quelli dei viaggi aerei nazionali solo del 2%.
Il mosaico Ue e il caso Italia
Inoltre il panorama non è lo stesso in tutti i Paesi dell’Ue e, ad esempio, in Belgio i prezzi sono cresciuti più che altrove: del 41,5% ad aprile, del 33,8% a maggio e del 28,7% a giugno.
Dalla parte opposta c’è invece la Slovacchia, dove sono diminuiti, rispettivamente del 53%, del 48,2% e del 45,1%. Situazione analoga nella maggior parte degli altri Paesi dell’Ue. A giugno l’Austria ha registrato aumenti del 22,3% e la Grecia del15,1% mentre in Ungheria e Polonia i prezzi sono scesi del 13%.
Bene invece l’Italia dove, negli stessi 3 mesi, i biglietti aerei sono sempre calati: del 12,8% ad aprile, del 3,4% a maggio e del 10,3% a giugno. “Il prezzo medio dei trasporti aerei in Ue ha subìto fluttuazioni significative da gennaio, riflettendo una volatilità legata alla domanda di viaggi, alla stagionalità e ai recenti eventi geopolitici”, hanno precisato dall’Ufficio di Statistica dell’Ue.
Roberto Saoncella