Italia terra di conquista
per i vettori low cost

Fino a una manciata d’anni fa non aveva nemmeno una base in Italia. Poi il colpo di mano, la scommessa piazzata nel momento in cui nessuno se lo aspettava: Wizz Air basa il primo aereo sulla Penisola nell’estate più difficile che il turismo mondiale ricordi, quella del 2020.

Da quel momento in poi non ha fatto altro che crescere, dimostrando di aver giocato le sue carte nel momento giusto. E adesso Wizz Air punta a diventare nientemeno che la seconda compagnia per quota di mercato in Italia.

Ma la questione che attira maggiormente l’attenzione non è ancora la scalata della compagnia ungherese. Ma il fatto che si inserisca in uno scenario dove la competizione è fatta unicamente da vettori a basso costo. Davanti a lei, infatti, ci sarebbe Ryanair e sul gradino più basso del podio easyJet.

Insomma, i cieli italiani non solo dominati dalle low cost: sembrano non conoscere alternativa.

Il podio italiano

L’avanzata del modello a basso costo nella Penisola è un dato di fatto ormai da decenni, ma il consolidamento delle compagnie di questa categoria ha ormai raggiunto un livello che forse un decennio fa era difficile immaginare: un trittico di compagnie in vetta alla classifica, tutte low cost.

E la partita è tutta interna al mondo no frills, con sorpassi e testa a testa che riguardano solo il mondo a basso costo. Una ‘guerra’ che si combatte su un fronte solo, senza che apparentemente compaiano altri nemici per insidiare il primato.

Le legacy, non senza ragione, si concentrano sulle redditizie rotte a lungo raggio, che per il mondo low cost sono ancora off limits (qualche tentativo c’è stato, ma per ora piuttosto timido). I voli intercontinentali restano appannaggio delle major, ma il basso costo domina sul domestico. E i numeri lo affermano chiaramente, senza che nulla faccia pensare a una possibile concorrenza.

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