La prudenza dei vettoritra incognite e caro fuel

C’era molta attesa per questa edizione del Farnborough Airshow. In primo luogo per la lunga assenza causa Covid, tre anni di sospensione forzata per un appuntamento centrale per lo sviluppo del comparto del trasporto aereo. Ma soprattutto per questa fase di mercato convulsa e piena di incertezze, tra cancellazioni forzate, carenza di personale, prezzi in ascesa e costi del carburante alle stelle: un evento di questo tipo arrivava giusto in tempo per avere delle indicazioni, risposte, una rotta. E il segnale principale che è arrivato dalla Gran Bretagna sembra essere uno in particolare: per il settore è di nuovo il momento di procedere con la massima prudenza, evitare passi falsi che si rischiano di pagare in seguito se la ripresa oggettiva di questi mesi non dovesse avere un seguito.

Il sentiment
Il polso della situazione è emerso da un elemento su tutti: era da almeno dieci anni che non si vedeva un numero di ordini ai costruttori così basso. Piccoli lampi come quello di Delta, cento nuovi 737 Max, o i 50 aerei dello stesso modello da Qatar Airways oppure ancora i 56 A320 di easyJet non sono stati sufficienti a raggiungere le cifre auspicate. E addirittura si è avuto la sensazione, come nel caso di Airbus, che nessuno spingesse per qualcosa di più. Non va dimenticato che se la questione del personale coinvolge anche i costruttori, a cui si somma anche la carenza di materie prime. Allora è chiaro che per adesso l’obiettivo principale sia smaltire quanto già portato in casa per vedere poi l’evoluzione del mercato.

La sintesi
Sul fronte dei vettori, poi, la sintesi è stata fornita dal ceo di United Scott Kirby, che ha potuto annunciare il primo utile trimestrale in tre anni senza troppi entusiasmi, perché davanti ci sono sfide grandi e soprattutto incognite: “Abbiamo di fronte tre rischi nei prossimi 18 mesi – ha spiegato -: la capacità del sistema nel suo complesso di reggere una crescita non ragionata; il caro carburante, la cui inversione di tendenza sui costi non appare all’orizzonte; il rischio di una recessione globale”. E allora meglio rimanere cauti, cercare di ottenere il massimo con quanto si ha in casa e attendere tempi migliori.

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