Spagna, Garaña: “Il nostro è un Paese sicuro e sotto controllo”

La Spagna vuole riconfermarsi destinazione sicura e sotto controllo.  “Sapevamo che il virus non sarebbe scomparso con la fine delle misure straordinarie. Fino al raggiungimento di un vaccino, dobbiamo conviverci con assoluta prudenza e responsabilità, il che non è incompatibile con il godimento delle vacanze in Spagna - ha commentato Isabel Garaña (nella foto), console aggiunto e direttore dell’ente spagnolo del turismo di Milano -. La Spagna ha adottato forti misure per fronteggiare l’emergenza, che sono andate oltre a quelle attuate da altri paesi del nostro entourage”.

Le misure
In Spagna il governo centrale e gli enti regionali e locali “hanno adottato misure rapide e rigorose di fronte a focolai molto circoscritti (circa il 70% hanno meno di 10 casi) in una risposta coordinata con autorità sanitarie e forze di sicurezza. Infatti, attualmente i focolai si concentrano principalmente in due regioni (Aragona e Catalogna) che sommano il 60% del totale dei casi”.
Le procedure legate alla prevenzione per le attività turistiche sono molto rigorose. Il Ministero dell'Industria, del Commercio e del Turismo ha pubblicato 21 linee guida specifiche, dettagliate per tipo di attività. Allo stesso modo, sono stati incorporati tutti gli standard internazionali di salute e sicurezza dei trasporti. L’utilizzo della mascherina è obbligatorio sia nei trasporti che negli spazi aperti al pubblico su tutto il territorio nazionale tranne che nelle isole Canarie. Per i turisti inoltre, oltre alle misure è necessario per chi arriva in aereo o in nave richiedere un codice Qr per passare il controllo all’ arrivo in Spagna.

Sicurezza garantita
“L'industria del turismo è quindi preparata ad accogliere i visitatori in condizioni di salute e sicurezza. Il settore ha compiuto notevoli sforzi di adattamento ed è riuscito a
mettere in atto misure efficaci. Non c'è improvvisazione da parte delle amministrazioni o
del settore privato nell'accogliere i turisti che sono attesi nella stagione estiva. Una buona prova di ciò è che la maggior parte dei focolai  sono collegati a riunioni di famiglia e amici in luoghi privati dove le misure di protezione sono allentate; in ambienti di lavoro e di vita notturna. In quest'ultimo caso, anche le regioni hanno reagito per evitare comportamenti rischiosi. L'Aragona, le  Baleari, la Catalogna e Murcia hanno chiuso le discoteche in alcune aree, mentre altre regioni hanno limitato gli orari di apertura di bar, pub e discoteche o prendono i dati dei clienti per facilitare il lavoro di localizzazione, se necessario”.

L'appello all'Italia
Il governo spagnolo lavora per mantenere i flussi turistici internazionali in conformità con
queste misure di sicurezza e protezione, proponendo tutte le misure aggiuntive necessarie, compresa l’istituzione di corridoi.
"L’ente spagnolo del turismo vuole incoraggiare i turisti italiani a fare della Spagna la
propria destinazione, sostenendo gli operatori turistici che lavorano con il
nostro Paese con un’informazione accurata, con la formazione e azioni di marketing orientate alla vendita, dedicando anche una speciale attenzione alle azioni di comunicazione per illustrare con chiarezza la situazione, l’andamento dell’emergenza e l’efficace gestione dei protocolli di salute e sicurezza”.

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