Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il 59% di Gen Z e Millennial utilizza oggi l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi, mentre il 41% si fida più dei consigli degli strumenti IA che di quelli degli amici. Il 60% li usa, inoltre, per trovare ristoranti, superando ormai strumenti come Google Maps. Una nuova fase per il turismo da affrontare con strategia e competenze. È questo il messaggio emerso durante la conferenza Gatewai.
Parallelamente emerge che i tassi di conversione dell’IA sono oggi i più elevati, con una ricerca su tre che diventa prenotazione, contro meno dell’1% dei canali tradizionali.
Secondo l’Ocse, entro il 2035 serviranno oltre 40 milioni di nuovi lavoratori nel turismo, ma questo dato va interpretato alla luce delle tendenze del comparto, per cui automazione e IA diventeranno strumenti essenziali da mettere in campo, con le giuste competenze.
L’intervento delle politiche pubbliche
Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha ribadito alla conferenza un investimento del Governo da 20 milioni di euro per sperimentare modelli basati su AI e dati: “Una tecnologia abilitante che consente di anticipare la domanda, ottimizzare l’offerta e supportare le imprese”. Il piano si inserisce in una strategia più ampia che include mobilità integrata, servizi digitali e il progetto Mobility as a Service, con l’obiettivo di rendere i territori più accessibili e competitivi.
“Il valore non è nei volumi, ma nella capacità di attrarre il turista giusto, nel momento giusto e con la motivazione giusta - ha aggiunto Alessandra Priante, presidente di Enit - Il messaggio è chiaro: il turismo del futuro sarà sempre più guidato dai dati. Chi saprà interpretarli e integrarli nei processi decisionali potrà competere a livello internazionale”.