Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il gruppo Air France-Klm rompe gli indugi e la sua mossa potrebbe innescare una reazione a catena, la seconda dall’inizio del conflitto e dall’avvio del caro carburante, destinata a creare una fase di impasse nel mondo del trasporto aereo. La compagine franco-olandese, secondo quanto riportato da l’Echo Touristique, ha infatti deciso di raddoppiare la fuel surcharge, portandola, nei voli a lungo raggio, dai 50 euro a tratta applicata il mese scorso ai 100 euro attuali. Con un piccolo sconto per i collegamenti su Stati Uniti, Canada e Messico, 70 euro.
Le preoccupazioni
Un campanello d’allarme per chi viaggia, considerato che una decisione di tale portata da parte di uno dei più importanti gruppi europei potrebbe spingere i principali competitor a percorrere la stessa rotta. Anche in considerazione del fatto che caro fuel e scorte limitate sembrano destinate a durare ancora a lungo come ha recentemente evidenziato il ceo di Iata Willie Walsh: “Se lo stretto dovesse riaprire e rimanere aperto, credo che ci vorrebbero comunque diversi mesi per tornare a una situazione di approvvigionamento normale”. Tesi condivisa anche dal ceo di Ryanair, Michael O’Leary, che ha preventivato un aumento dei prezzi da maggio in avanti.
Se l’aumento delle tariffe era preventivabile in questa fase di mercato in cui non si intravvede ancora una via d’uscita, gli effetti sembrano essere al momento più pesanti di quanto ci si potesse attendere. Va ricordato inoltre che il caso di Air France-Klm non è isolato nel panorama internazionale. Una mossa simile era stata già introdotta da Cathay Pacific, Air Asia e Air Canada, tra gli altri, mentre Qantas ha inserito nuovi aumenti. Negli Stati Uniti invece l’orientamento sembra essere di agire in primis sulle fee sul bagaglio in stiva e sulla riduzione dell’operativo (minimo al momento) incentrata ovviamente sulle rotte a bassa redditività.
Alternative
Capitolo a parte invece per le low cost che, se da un lato hanno già messo in preventivo possibili aumenti, sembra che al momento siano in una fase attendista, anche se ci sarebbe già chi chieda un sovrapprezzo anche a chi ha già acquistato i biglietti. Giorni cruciali come non se ne vedevano dai tempi del Covid, per un mercato destinato inevitabilmente a una nuova fase di salti mortali per affrontare costi lievitati senza deprimere troppo la domanda. Un’altra mission impossible.