Cuba, turismo
in crisi profonda:
il parere dei local

Una crisi profonda, paragonabile a quella dovuta al Covid. Rispetto allo scorso anno Cuba ha registrato finora meno della metà dei visitatori, secondo quanto riporta l’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione del Paese. I turisti continuano ancora ad arrivare, ma a singhiozzo e principalmente dal Canada.

Un calo drastico che, come spiega TravelWeekly, si innesta in un contesto di crisi energetica, interruzioni dei voli, incriminazione federale negli Stati Uniti dell’ex presidente cubano Raúl Castro e crescenti tensioni tra Usa e Cuba.

“La maggior parte dei viaggiatori americani ha rimandato i viaggi a Cuba per timore di un’azione militare da parte di Trump o per la preoccupazione di frequenti blackout e carenza di benzina” afferma Marcel Hatch, residente all’Avana e fondatore di Cuba Explorer, che aggiunge: “A livello generale l’attività degli operatori turistici e delle agenzie di viaggi cubane è crollata, come è successo durante i lockdown dovuti al Covid”.

Intervistato da TravelWeekly Johnny Considine, ceo e fondatore di Cuba Private Travel, dichiara di concentrarsi ormai sul 2027, nella speranza che la fiducia dei viaggiatori si sia ristabilita entro quella data. Aggiunge tuttavia che sta continuando a portare ospiti nel Paese e ha acquistato veicoli completamente elettrici per evitare di dipendere dal carburante. “I servizi turistici, inclusi hotel e ristoranti, funzionano normalmente grazie ai generatori di emergenza” precisa.

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