Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il turismo del futuro continuerà a crescere, a creare posti di lavoro e a essere più resiliente, ma servono grandi investimenti e un lavoro di squadra tra pubblico e privato. “Il nostro traguardo è far crescere il turismo tra il 3 e il 5% annuo, più della media economica mondiale. E, per far questo, come Nazioni Unite sosterremo questo obiettivo con 1500 miliardi di dollari”, ha dichiarato in un’intervista con TTG Italia Natalia Bayona, direttore esecutivo dell’Organizzazione del turismo dell’Onu.
“È una crescita enorme, che deve essere sostenibile, e per questo va gestita - ha continuato -. Da una parte, oggi abbiamo nuove destinazioni turistiche che emergono, come l’Albania, la Colombia o il Paraguay, e, dall’altra, vediamo anche tante nuove fasce di persone che si affacciano al turismo e vogliono viaggiare. Per gestire questo sviluppo serve fare ricorso alla tecnologia”.
Investimenti e formazione sulle tecnologie
Secondo Un Tourism, bisogna accelerare in questo senso su investimenti e formazione: “L’intelligenza artificiale è ormai integrata in tutta la catena del viaggio, eppure 2,6 miliardi di persone nel mondo rimangono offline e impossibilitate ad accedere a strumenti di intelligenza artificiale”, ha sottolineato Bayona.
“Come Nazioni Unite abbiamo adottato una serie di programmi per il turismo volti a garantire che il settore adotti l’IA in modo responsabile e inclusivo. La Un Tourism Online Academy offre corsi di vasta portata con tutor ‘artificiali’ per creare percorsi di apprendimento personalizzati, che spaziano dalle competenze da barista al mondo del business. Abbiamo corsi giornalieri personalizzati di 10 minuti erogati tramite WhatsApp per i tassisti di Cartagena o le comunità turistiche rurali in Cile. Inoltre, supportiamo oltre 18mila startup provenienti da 150 Paesi, il 24% delle quali guidate da donne”.
Il nodo dell’overtourism
Investimenti e tecnologia che, secondo le Nazioni Unite, serviranno anche al Vecchio Continente per gestire il problema dell’overtourism. “Il 51% del turismo mondiale si muove da e per l’Europa – ha aggiunto Bayona -. I numeri dei turisti aumentano, ma la tendenza resta la stessa, quindi ci saranno sempre più difficoltà. Servono tavoli di confronto tra i sindaci delle maggiori città, ma anche maggiore efficienza e formazione. L’Europa ha le competenze e, se saprà anche usare al meglio le tecnologie, avrà la forza per superare le difficoltà”, ha concluso.
L’intervista completa da leggere sull’ultimo numero di TTG World