Sud-Est asiatico, si aggrava la crisi dell’inbound

L’interruzione del traffico proveniente dall’Europa e dalla costa orientale degli Stati Uniti, che normalmente transita attraverso il Golfo Persico, sta avendo pesantissime ripercussioni sull’inbound dei Paesi del Sud-Est asiatico. L’allarme più recente è quello lanciato dall’Indonesia, che lamenta la mancanza quasi totale di turisti negli hotel e il continuo aggravarsi di una situazione di cui non si intravvede l’esito finale.

Una situazione che, come spiega Preferente, fa eco a quella già in atto in Vietnam e Cambogia e, più a Ovest, nello Sri Lanka.

In alcuni casi, poi, la situazione bellica si somma a una crisi del turismo internazionale già preesistente. Ad esempio a Bali, la principale meta turistica indonesiana, il calo dei visitatori era una realtà già prima alla guerra. Gli arrivi, infatti, sono passati da 1,41 milioni a dicembre a 1,16 milioni a febbraio. Simili le cifre per il Vietnam, con cali prebellici di arrivi internazionali di circa il 20%.

In Cambogia la situazione è più o meno la stessa, con la differenza che la causa è nota: il Paese, spiega Preferente, è infatti impegnato in un conflitto intermittente con la Thailandia, che compromette la percezione della sicurezza da parte dei visitatori.

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