Il commento del direttore
Remo Vangelista
Resilienza. È questa la parola che riecheggia nei padiglioni del Wtm London. L'espressione che sembrava essere superata, una volta archiviata la parentesi pandemica, è tornata sulla bocca di operatori e analisti, perché ancora una volta l'industria dei viaggi globale ha dimostrato la sua capacità di superare le avversità e di rialzarsi. E la conferma arriva dal Wtm Global Travel Report, presentato ieri da Oxford Economics. “Nonostante l’instabilità causata dai conflitti e la pressione dell'inflazione, che ha portato a un'alta volatilità delle tariffe, il travel globale si appresta a raggiungere un nuovo record nel 2026 con 1,57 miliardi di arrivi internazionali“, ha rivelato Dave Goodger, managing director Tourism Economics (società di ricerca di Oxford Economics).
La crescita continuerà ad accelerare anche nel 2027 e rimarrà costante fino al 2032, poiché “oggi l’industria si risolleva dalle crisi nella metà del tempo rispetto a vent’anni fa”, ha rimarcato Goodger.
Il lungo raggio rallenta
Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. Il lungo raggio, ca va sans dire, è uscito ammaccato dalla situazione internazionale, perdendo il 3% dei flussi nel 2026. A influire la paralisi delle connessioni in Medio Oriente, che ha reso più complicato raggiungere le destinazioni dell’area e diverse mete orientali. “Gli hub del Golfo si sono fermati e hanno perso connessioni e ne hanno risentito sia gli Emirati e i Paesi del Golfo che altri mercati”, ha spiegato Goodger, che tuttavia confida in un forte rimbalzo della regione (intorno al +43%) appena si allenteranno le tensioni, anche a fronte dei grandi investimenti in pipeline.
La ripresa, però, sarà generalizzata a livello globale, con una crescita degli arrivi stimata dell'8% nel 2027, se il quadro geopolitico si distenderà.
Il corto raggio
Ciò che è stato perso nel 2026 dal long haul è stato guadagnato dal corto raggio, cresciuto del 3%. Un fenomeno attribuibile al fatto che, ha sottolineato il manager di Tourism Economics, “il viaggio, nonostante tutto, rimane una priorità. Se ci sono conflitti o si vuole risparmiare si ripiega su viaggi domestici, ma alla vacanza non si rinuncia”.
Nuove tendenze di consumo
Questo cambio di approccio, secondo il report, è legato alla crescita dell'experience economy, soprattutto nella fascia tra i 18 e i 34 anni, un target particolarmente dinamico su questo fronte.
Questo bacino sta modificando i paradigmi di consumo, orientando le scelte verso la ricerca di proposte di valore. In questo senso saranno quattro i driver che guideranno la domanda nei prossimi anni: Discovery, il desiderio di scoprire nuove destinazioni; Connect, il desiderio di connettersi con culture diverse dalla propria; Venture, la ricerca di avventure all'aperto, dalle passeggiate nella natura alle attività più estreme; Recharge, la necessità di rilassarsi e ricaricarsi.
Queste nuove esigenze impongono agli operatori di ripensare la propria offerta e le strategie di comunicazione digitale. L'AI sta infatti già fornendo risposte a queste richieste, sempre più ricercate sui chatbot.
La sfida per le aziende del travel si giocherà perciò sulla capacità di costruire prodotti e di comunicarli nel modo più efficace possibile per essere visibili sui motori AI. Curare la Geo sarà particolarmente indispensabile per cavalcare le evoluzioni della domanda in futuro.