Il commento del direttore
Remo Vangelista
I gruppi alberghieri si preparano ad affrontare la stagione invernale forti di una summer in tenuta e di un autunno che, anche grazie al meteo favorevole, ha assunto le sembianze di una seconda estate. Emergenza climatica, difficoltà economiche, guerre in atto non sono quindi riuscite a distogliere l’attenzione degli italiani dalle vacanze. E se l’annata era partita in sordina, con un calo nei mesi primaverili, la macchina del travel si è rimessa rapidamente in moto, riconquistando il terreno perduto e, anzi, andando oltre le più rosee aspettative.
Merito, oltre che della buona tenuta della componente nazionale, anche dell’ottimo incremento dei mercati esteri, che hanno mostrato di continuare ad amare il nostro Paese nonostante le tariffe non proprio competitive rispetto ad altri attori del Mediterraneo.
Non usa mezzi termini Ada Miraglia, direttore commerciale CDSHotels, parlando di “annata eccezionale, sia per la componente italiana che per quella internazionale. Il contesto mondiale - aggiunge - non lascia le persone tranquille e ha spinto gli italiani a restare entro i confini nazionali. Altro dato positivo è l’allungamento della stagione estiva: gli ospiti hanno variato i mesi, scegliendo di andare in vacanza moltissimo anche a giugno e a settembre. Basti pensare, che per l’autunno, stiamo registrando un incremento del 24% nelle prenotazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno tra gruppi leisure, Mice e individuali”.
Anche in casa Falkensteiner la domanda italiana ha mostrato una buona tenuta e nel complesso l’andamento è stato positivo: “A livello di gruppo - sottolinea Otmar Michaeler, ceo di Falkensteiner Michaeler Tourism Group - la crescita del fatturato è stata del 10%, dato che ci ha permesso di ottenere buoni risultati, nonostante l’incremento dei costi, in particolare quelli energetici”. E sottolinea il balzo di fatturato delle strutture altoatesine, che fra luglio e settembre hanno fatto registrare un più 23% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Anche escludendo Bolzano, che aveva aperto soltanto a metà luglio 2025 - precisa Michaeler - la crescita si attesta al 19%”.
Due partite parallele
I ricavi, dunque, non hanno subito contraccolpi, ma i forti rincari dell’energia e delle materie prime hanno fatto sì che l’attenzione degli albergatori si concentrasse su un altro punto focale: la marginalità da difendere.
“Questa è stata la vera partita della stagione - conferma Barbara Brunelli, direttore generale di Caracciolo Hospitality Group -. L’inflazione sui costi energetici e sul costo del lavoro assorbe buona parte della crescita tariffaria, e il margine si difende sull’efficienza operativa, più che sul fatturato”.
“Nel nostro caso - spiega - va aggiunto un elemento di scelta: una delle strutture napoletane è stata interessata da un importante intervento di riqualificazione, che ha inevitabilmente inciso sulla stagione, ma che prepara un riposizionamento superiore. È un costo che abbiamo messo a budget consapevolmente”.
Anche in casa CDSHotels i costi sono aumentati: “Siamo a un più 7% perché, nell’anno, abbiamo aperto tre strutture - precisa Miraglia -. Ma dal primo gennaio al 31 agosto il fatturato è salito del 17. Certamente l’attenzione ai costi è stata maniacale quest’anno, anche perché abbiamo alzato i listini, in media, solo del 3-4% e prevediamo di applicare gli stessi aumenti per il 2027”.
E Fabrizio Prete, direttore generale di Garibaldi Hotels, descrive bene la fatica fatta: “Quest’estate sembrava di essere sulle montagne russe: abbiamo dovuto combattere i rincari su ogni camera - sottolinea - e in termini assoluti chiuderemo con un ebitda uguale allo scorso anno e una crescita dell’adr del 4,5% sul 2025”.
Una battaglia, quella sulla redditività, che secondo Manuela Miraudo, Blu Hotels ha vinto: “Quest’estate - sostiene la marketing and events manager del gruppo - per le 32 strutture della catena il fatturato è aumentato di circa il 16% rispetto al 2025, contro una previsione del 5%: la crescita dei ricavi ha consentito di assorbire l’aumento dei costi operativi e dell’energia, salvaguardando la redditività”.
Come cambia la domanda
Anche Marcello Mangia, presidente e ceo di Mangia’s, non nasconde la sua soddisfazione per la stagione: “Nonostante un contesto che continua a presentare pressioni sul fronte dei costi - ammette - abbiamo registrato il fatturato più alto di sempre, accompagnato da una crescita della marginalità. Un risultato che conferma la solidità del percorso di crescita del gruppo”.
Ma c’è anche una seconda sfida, forse ancora più ardua per la ricettività: il comportamento d’acquisto sempre meno lineare degli italiani. “In alcune settimane - racconta Prete - la domanda sembrava incontenibile e in altre crollava, non permettendoci di fare programmi in termini di pricing e di offerte, di imbastire una politica commerciale a medio termine”.
E Mangia gli fa eco: “Da una parte - dice - gli italiani continuano a mostrare una forte propensione al last minute, con decisioni prese anche molto vicino alla partenza; dall’altra vediamo, invece, una tendenza a organizzare la vacanza con maggiore anticipo, scegliendo però soluzioni flessibili”.
“Anche nell’ambito dei pagamenti - sottolinea Anni Hokannen, head of sales international di a&o Hostels - stanno diventando sempre più rilevanti modalità flessibili. Gli ospiti cercano sempre più un equilibrio tra flessibilità, prezzo e semplicità: il 40% dei nostri clienti ha scelto tariffe flessibili”.
E di sottodata parla anche Michaeler: “Una caratteristica particolarmente evidente - fa notare - per i soggiorni all’estero, una dinamica che ha contribuito alla crescita della tariffa media”.
“Il cliente italiano - aggiunge Brunelli - continua a prenotare tardi, e la finestra si è ulteriormente accorciata. Un comportamento che a Napoli convive con una stagionalità ormai lunga: la città lavora tutto l’anno e il weekend italiano è diventato una componente strutturale, non un riempitivo”. Il last minute, conclude, non è più un’anomalia da gestire, ma una variabile da mettere a modello nel revenue management.