Draghi e l’industria del turismo

Lo stesso pensiero. Da angoli diversi, con sfumature diverse. Tutte le associazioni dell’industria turismo mostrano grandissima preoccupazione e chiedono immediata attenzione da parte del Governo.

Troppe normative e pochi corridoi dicono molti imprenditori. Il Green Pass mette d’accordo tutti, ma non ha molto senso chiedere e attendere l’arrivo di turisti stranieri e dare legnate alle aziende italiane che creano occupazione e fanno outgoing. Forse qualcosa è sfuggito di mano e non può puntare il dito contro un singolo Ministero.

Oggi pare abbastanza chiaro che in assoluto non si è mal compreso il peso di un’industria che per lunghe stagioni ha vissuto sottotraccia, senza disturbare. E senza chiedere nulla.

Adesso dopo oltre 15 mesi di sofferenze legate al Covid19 non ci si può girare la testa dall’altra parte o fare finta di nulla.

Le imprese del turismo sono migliaia, generano posti di lavoro, reddito e tanti introiti anche per il Governo (tasse).

La corda ormai è stata tirata al massimo e già si intravedono segnali preoccupanti.

La tenuta del sistema è stata esemplare sino a oggi, ma ora è finito l’ossigeno. Il Governo Draghi dovrebbe fermarsi ad analizzare anche questo comparto. E poi decidere in tempi rapidissimi. Oltre al mare Italia esiste molto altro. E soprattutto bisogna iniziare a contare quante migliaia di persone lavorano nel settore. Il tempo è scaduto, serve qualcosa di più di una promessa.

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