Piano stategico per il turismo: le aziende chiedono spazio

15/06/2012
10:22

Mai più senza le aziende. L'annuncio del Piano strategico per il turismo del ministro Piero Gnudi incassa i giudizi positivi delle imprese e delle associazioni di categoria del settore, ma con un avvertimento: non ripetere gli errori del passato e dare il giusto peso agli operatori del comparto nella definizione delle strategie.

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Fiavet è stata uno dei primi soggetti a far sentire la propria voce, annunciando di aver scritto una lettera al ministro proprio per richiedere un maggiore coinvolgimento delle aziende. “Apprezzando il valore dell'iniziativa ­ afferma il presidente Fiavet Fortunato Giovannoni ­, riteniamo che le associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale del turismo, che ogni giorno si confrontano con le problematiche del comparto, debbano essere presenti in tutte le fasi di ideazione del progetto, per poter offrire il loro contributo alla definizione degli asset strategici di sviluppo del settore”.

Soddisfazione anche per Fabio Lazzerini, amministratore delegato e direttore generale di Amadeus Italia: "Sembra finalmente emersa da parte delle istituzioni la consapevolezza dell'importanza di questo settore quale leva strategica per lo sviluppo economico del nostro Paese". L'approvazione delle intenzioni del progetto, però, non è esente da dubbi: “Mi auguro che il ministro Gnudi - aggiunge Lazzerini ­ avverta la necessità di ascoltare e coinvolgere concretamente gli operatori del settore per concertare una strategia efficace, a partire dallo sviluppo di strumenti adeguati che consentano un rapporto funzionale tra mercato e imprese".

Una premessa necessaria per evitare che il Piano strategico diventi "l'ennesima vampata di ottimismo a cui però non faccia seguito la costruzione di un progetto concreto".

Dalle colonne del Sole 24 Ore anche Renzo Iorio, presidente di Federturismo, sottolinea la necessità di ascoltare il mercato. Dopo aver definito il progetto "una svolta importante", Iorio precisa la necessità di procedere nel "riconoscimento di un ruolo fondamentale delle imprese". Il confronto, da alcuni espresso esplicitamente e da altri solo sottinteso, è con il Codice del Turismo varato dall'ex ministro Michela Vittoria Brambilla. Un progetto accolto con entusiasmo nelle prime battute, ma in seguito aspramente criticato proprio per il mancato coinvolgimento degli operatori del mercato.

Ora le aziende mettono le mani avanti, chiedendo da subito di diventare parte attiva dei piani di programmazione.


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