Il Nepal torna sulle mappe, il Governo investe nelle infrastrutture

03/10/2018
17:30
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Cresce il turismo in Nepal, Paese che - dopo una prolungata assenza - ha deciso di ritornare in campo partecipando a TTG Travel Experience.
Nei primi otto mesi dell’anno i visitatori internazionali nella destinazione - che ha ritrovato la stabilità politica - sono stati 690mila, a più 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 8.500 italiani, cresciuti di 30 punti percentuali.

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Un incremento che ha convinto il Governo ad aumentare a due milioni il target da raggiungere nell’ambito del programma ‘Visit Nepal 2020 - life time experience’.
Un programma che ha come capisaldi gli investimenti pubblici nelle infrastrutture, a cominciare dalla conversione ad aeroporti internazionali degli scali di Bhairahawa-Gautam Buddha e di quello di Pokhara, ampliando così la capacità ricettiva internazionale, ora limitata all’aeroporto di Kathmandu, aerostazione che ha ormai raggiunto la massima espansione.

Il miglioramento dei collegamenti
Elevata l’attenzione alla sostenibilità, mentre sul fronte dei trasporti il Governo sta lavorando in partnership con i Paesi limitrofi, Cina e India, per migliorare i collegamenti via terra con l’apertura di vie veloci sugli assi di maggior flusso di traffico quali ad esempio quelli che conducono a Pokhara e a Chitwan, mentre l’accesso al Tibet è nuovamente disponibile grazie all’apertura della frontiera alternativa di Rasuwa-Kyrong e ad una via di comunicazione che da Kathmandu porta al confine in circa 7 ore.

"Una realtà unica in Asia"
Tra i prodotti più particolari e nuovi di quest’anno gli itinerari in sella alle gloriose Royal Enfield, motoveicoli dalla meccanica semplice, utilizzati per decine d’anni dall’esercito indiano e capaci di affrontare qualsiasi tipo di terreno.
“Per le sue caratteristiche culturali e sociali - spiega il Console Onorario di Roma, Paolo Nugari, nonché referente per l’Italia di Ntb - il Nepal offre una realtà unica, diversa anche da qualsiasi altra destinazione asiatica”.

E il turista italiano, aggiunge, si è sempre dimostrato appassionato di trekking e spedizioni ma anche “interessato alla ricca architettura ereditata dalla illuminata dinastia Malla e cultore di un rapporto umano con le genti per condividerne le tradizioni e la quotidianità”.

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