Arabia Saudita, il lusso ha un nome: nasce il progetto Coral Bloom

Le sue ambizioni turistiche sono troppo forti per essere smorzate dalla pandemia. E così l’Arabia Saudita non rallenta il suo sviluppo svelando il nome della prima parte di uno dei più grandi progetti turistico-immobiliari di sempre, già annunciato negli scorsi mesi ma che ora assume contorni più delineati.

Stiamo parlando di Coral Bloom, il piano di sviluppo di lusso gestito dall’araba The Red Sea Development Company – Trsdc sull'isola di Shurayrah, porta del Mar Rosso al largo della costa occidentale del Regno.

Undici resort green
Secondo quanto svelato dallo stesso principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, Coral Bloom è stato progettato dal famoso studio di architettura britannico Foster + Partners e seguirà rigidi criteri green, con una progettazione che mira a fondersi con l’ambiente naturale incontaminato dell’isola, che ospita il quarto quarto reef corallino più grande al mondo.

Il progetto, spiega la Saudi Press Agency, include 11 hotel sull'isola che saranno gestiti da grandi gruppi alberghieri e dovrebbero essere completati già alla fine del 2023. Un primo passo per il faraonico The Red Sea Project, che prevede un totale di 50 resort con 8mila camere d’albergo e circa 1.300 residenze su 22 isole diverse.

"Gli ospiti resteranno sbalorditi"
"L'isola di Shurayrah - spiega John Pagano, ceo di The Red Sea Development Company - è la porta di accesso al Red Sea Project, quindi è importante che stabilisca lo standard nell'architettura sostenibile, non solo per la nostra destinazione, ma anche a livello globale. Ci aspettiamo che gli ospiti rimangano sbalorditi da ciò che vedranno, godendosi una vera, immersiva esperienza ‘barefoot luxury’ nel pieno rispetto della natura".

Ma nella mente degli architetti il progetto è destinato ad andare oltre alla semplice protezione dell'ambiente, applicando un approccio che Pagano definisce “rigenerativo". Di conseguenza hotel mimetizzati tra le dune e costruiti con materiali a basso impatto ambientale, ma non solo: rientra nel progetto anche la creazione di habitat naturali che arricchiranno il patrimonio paesaggistico dell’isola, come nuove spiagge e una nuova laguna. Opere che contribuiranno a innalzare il livello del suolo fornendo una barriera contro la minaccia dell'innalzamento del livello del mare.
Stefania Galvan

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