Match Point
con Filippetti
'Credibilità
per Hotelplan'

di Remo Vangelista
07/12/2016
17:10
 

“Dobbiamo trasmettere fiducia e credibilità”. Nardo Filippetti lo dice mentre entra nella sua nuova sala riunioni. A Milano, non a Pesaro.

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Da qualche tempo il presidente di Eden passa gran parte della settimana in corso Italia, casa Hotelplan, senza mai perdere di vista cosa succede nel quartier generale sul mare Adriatico. Nei giorni scorsi ha annunciato la nascita di Eden Travel Group (“un ombrello che rassicura”), che raggrupperà tutti i marchi del gruppo compresi i nuovi ingressi, Hotelplan e Turisanda.

Filippetti appare tranquillo, sembra volersi gustare il momento. Il presidente dice a più riprese che è determinato a riportare in alto i due tour operator milanesi, t.o. che hanno fatto un pezzo di storia del turismo organizzato.

A fine anno con la chiusura di bilancio alle spalle (31 ottobre) è il momento giusto per incrociare gli sguardi in questo incontro di fine anno di Match Point.

Partiamo dall’ultimo passaggio. Perché Eden Travel Group?
Mi è parso il modo giusto per dare identità e appartenenza ai vari brand. Così passiamo un messaggio di serenità e garanzia a tutti, dipendenti e agenzie di viaggi.

Un segnale anche per il mondo del credito?
Assolutamente sì, perché offriamo garanzie anche per le istituzioni e le banche.

Sul fronte azionario cambia qualcosa?
No, perché la società Markus che fa da capogruppo di molte attività della mia famiglia rimane al 94 per cento del sottoscritto e il restante 6 per cento nelle mani dei miei 2 figli.

Cosa ha trovato di positivo in Hotelplan?
Grandi professionalità che vanno rilanciate. Abbiamo preso un’azienda che può tornare agli antichi splendori e dispone di una clientela alto spendente. Ci mancava. Però sarà necessario lavorare molto…

Strada in salita?
Non dico questo, ma serve grande concentrazione e spirito di gruppo. Vi sono ancora timori tra i 100 dipendenti di questa sede milanese. Nelle ultime stagioni hanno subito tanti cambiamenti, mi pare anche comprensibile.

Quindi la sede Hotelplan resta a Milano. Conferma?
Non ho mai pensato di trasferire tutto a Pesaro. Si sentono in giro tante parole al vento. Hotelplan resta a Milano, chiuso.

A proposito di conferme. Luca Battifora resta in squadra?
Certo che rimane. Troveremo insieme la giusta posizione. Intendo sfruttare al meglio caratteristiche e professionalità di Luca.
Lo dice mentre Battifora si aggira per i corridoi di corso Italia in compagnia dell’uomo di Pesaro, Angelo Cartelli.

Un segnale per dipendenti e adv?
Certo e stiamo dimostrando serietà senza nascondere nulla. Intendiamo allargare la base clienti e mostrare anche alle agenzie che Hotelplan è tornata.

Nei giorni scorsi ha detto che vuole arrivare presto a un giro d’affari di 400 milioni di euro. Nel 2017 sarà difficile però…
Vedremo l’andamento di mercato. Intanto questo fine 2016 non è così male. L’esercizio chiuso il 31 ottobre scorso ha segnato un calo del 3,5 per cento (nel 2015 aveva raggiunto 315 milioni) ma una buona crescita dell’ebitda.

Dispiace dedicare oggi meno tempo a Eden?
Parliamo di una macchina che funziona bene con manager di valore. Tutti i lunedì mattina facciamo un briefing e il venerdì torno per vedere l’andamento. Non perdo di vista l’azienda di casa, sia chiaro. Oggi bisogna fare ripartire bene le società di Milano.

Ora si sente di poter competere con il Gruppo Alpitour?
Io competo con il mercato, non con la singola azienda. Piuttosto bisogna seguire la crescita di qualche medio operatore che guadagna spazi di mercato. Per non perdere di vista il business continuo a sporcarmi le mani per non farmi trovare impreparato.

È vero che vuole aumentare la sua quota di vendita diretta?
Smentisco totalmente questa possibilità, sarei un pazzo. Dobbiamo piuttosto fare comunicazione al cliente finale per portarlo nelle agenzie di viaggi. Bisogna supportare la vendita. Ho già detto pochi giorni fa che facciamo 4 milioni di euro scarsi di vendita diretta. Non mi sembrano grandi numeri.
Il tema sembra infastidirlo, si agita sulla sedia. Troppe le voci degli ultimi tempi sulla solita questione della vendita al cliente finale.

Negli ultimi mesi sta mettendo in piedi una struttura diversa all’azienda. Cosa prepara?
Se ci riferiamo all’arrivo di nuovi manager si tratta semplicemente di una nuova struttura organizzativa a sostegno della crescita del gruppo. Io sono un artigiano evoluto, ma servono figure nuove per dare impulso alla fase di sviluppo.

Prima di siglare l’acquisto di Hotelplan è stato vicino a Valtur e InViaggi…
Possiamo dire che incontrai i commissari di Valtur, ma i tempi non erano maturi per fare acquisizioni. Su InViaggi mi fermarono invece i consulenti in fase di due diligence. Mancavano le basi per proseguire…

Però su Blue Panorama fece più di un pensiero, ma alla fine…
Non era il mio mestiere. Ho pensato a lungo prima di lasciar perdere, poi ho deciso che non è il mio business fare girare gli aerei. Diciamo che, arrivato all’ultimo miglio, ho fatto una lunga riflessione e ho mollato la presa. Resto un cliente delle compagnie aeree.
Lo dice con un certo rammarico, ma sa bene che le compagnie aeree in Italia fanno una gran fatica e asciugano le casse…

Le trattative con i fondi di investimento come vanno?
Mai visto nessuno seduto al tavolo. Se qualcuno li porta in sede discuto volentieri, però solo di sviluppo del business. Percepisco però interesse da parte del mercato, sento che siamo in una fase diversa. Un tempo su certe questioni avevo altre idee…

Quali idee?
Dicevo che mai avrei venduto la mia azienda. Oggi davanti ad una offerta di un certo tipo ci penserei…
Accompagna la frase con un sorriso.

Poi si alza e si ferma per dire ancora: “Si fanno troppi film su di me. Sono trasparente e come vede non mi nascondo e non voglio portare via Hotelplan da Milano. Piuttosto voglio riportare questo operatore al ruolo che merita”.

Twitter @removangelista


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