La verità del Club Med:
“I clienti vogliono le adv”

di Oriana Davini
25/10/2019
08:35
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Il futuro degli agenti di viaggi è roseo. Parola di Xavier Mufraggi, dallo scorso 1° ottobre nuovo d.g. di Club Med Francia, Europa e Africa. Il manager conferma quello che si sta rivelando un trend ‘di ritorno’ su tutti i mercati: la nuova centralità che sta assumendo la figura dell’agente di viaggi, sempre più consulente e pedina decisiva nell’orientare la scelta del cliente.

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Per il Med, quindi, le agenzie tornano partner preferenziali, sui quali l’operatore ha intenzione di investire, come dice Mufraggi in un’intervista al Quotidien du Tourisme. “I nostri clienti – sottolinea il d.g. – vogliono parlare con qualcuno che li conosce e vive nella loro stessa regione, non con un call center in mezzo al nulla”.

Il manager è ottimista per quanto riguarda il futuro della distribuzione ma avverte: gli adv devono conoscere tutto della destinazione, “non solo il prodotto Club Med, ma l'aeroporto e tutti i servizi: è un lavoro nel quale gli strumenti digitali possono aiutare molto”. E il nuovo ruolo della distribuzione è strettamente legato al futuro del turismo, che, secondo Mufraggi “andrà ancora più in profondità: l'acquisto delle vacanze dovrà tener conto di nuovi parametri, come l'impatto del viaggio sulla destinazione e la redistribuzione dei soldi spesi a livello locale”.

I progetti del Med
Il manager, nelle fila del t.o. fin dal 2006, ha un compito importante davanti a sé: sviluppare il mercato europeo e raggiungere “un miliardo di euro di vendite: è un obiettivo importante che faremo su tutte le nostre linee di prodotto, inclusi i 3 Tridenti”.

La strategia messa in campo da Mufraggi ruota intorno a un perno centrale: l'esperienza, da sviluppare sia a livello di prodotto che di distribuzione. In altre parole, spiega, “dobbiamo diventare designer di esperienze di viaggio, conoscendo tutto della destinazione dove alloggerà il cliente ma senza perdere di vista il mercato da cui arriva”.

Lato prodotto, Club Med ci prova proponendo quelli che il manager definisce “i villaggi all inclusive del 21esimo secolo, centri di esperienze più vicini alla realtà locale”: i resort Michès in Repubblica Dominicana e La Caravelle a Guadalupe.

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