AirHelp e la puntualità degli aerei: i vettori italiani battono i competitor europei

17/10/2018
10:29
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Le compagnie aeree italiane battono quelle tedesche e francesi per puntualità dei voli, ma la responsabilità finanziaria da loro accumulata nei confronti dei viaggiatori è comunque rilevante: oltre 286 milioni di euro da inizio anno. È questo il risultato dell’ultima indagine di AirHelp, società di supporto ai passeggeri per il rimborso di voli aerei a seguito di ritardi e cancellazioni.

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I vettori tedeschi devono 800 milioni ai loro passeggeri
In base ai dati l’Italia risulta al quinto posto, con il 24,28% di voli che hanno subito ritardi e cancellazioni, dopo la Germania (28,8%), la Gran Bretagna (25,31%) e la Francia (28,16%). Nella top ten dei Paesi la performance peggiore è dunque quella dei vettori tedeschi, che devono ai loro passeggeri più di 800 milioni di euro.

Anche la Francia ha performance peggiori dell’Italia: nonostante le due nazioni abbiano un numero equivalente di voli, le compagnie aree in Francia devono ai passeggeri oltre il doppio dei rimborsi (più di 712 milioni di euro), con ben il 28,16% di voli problematici.

Anno difficile per i cieli europei
Esaminando, però, il quadro complessivo, emerge come il 2018 sia stato un anno particolarmente difficile per il traffico aereo di tutta Europa: “Il fenomeno dell’overtourism, l’aumento dell’offerta delle compagnie aeree e la diminuzione della qualità dei servizi e del personale aereo - spiega Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia -  hanno raddoppiato i voli in ritardo e cancellati in tutta Europa”.

La domanda, dunque, è in costante aumento, ma le compagnie aeree non riescono a stare al passo: “La continua battaglia dei prezzi e i conseguenti disservizi non fanno che aumentare i disagi ai passeggeri - evidenzia Fichera - e se le compagnie aeree non faranno la loro parte per aiutarli, continueremo a farlo noi”. E segnala come per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) debbano corrispondere da 250 a fino 600 euro di rimborso, a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato.

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