Whatsup

Roberto Gentile, editore, blogger, consulente, head-hunter

Albergatori italiani: è finita la pacchia. Addio ai numeri del triennio d’oro 2016-2018

06/09/2018
12:44
Leggi anche: Sardegna

È finita la pacchia. È durata tre estati, chi è stato bravo ha tirato su un sacco di soldi, ora li metta da parte per i tempi duri. Di chi parlo? Degli albergatori italiani. Di quali, in particolare? Di quelli sardi, a seguire tutti gli altri, soprattutto in posti belli e cari.

Iniziamo dai fatti. “A parte rare eccezioni non c'è stato il pienone, in diverse strutture hanno prenotato all'ultimo minuto e in altre c'è ancora posto” dichiarava a fine agosto un abbacchiato presidente Assohotel Sardegna. “Non c'è stato nulla da fare, anche per Ferragosto un disastro. Siamo nel pieno della stagione, eppure la delusione e lo sconforto sono tangibili in tutte le località turistiche della regione” rincarava la dose il direttore di Confesercenti Sardegna.

L’ho scritto io stesso pochi giorni fa: il mare Italia ha venduto, però bisogna essere disposti a spendere un sacco di soldi, almeno ad agosto, perché € 9.600 per due settimane (due adulti e due bambini) in uno dei villaggi più richiesti, in Sardegna, è roba da ricchi. E nel resto d’Italia molti villaggi sono passati dall’ “all inclusive” di una volta al “soft all inclusive” o al “pensione completa - bevande incluse“, costringendo a un salasso per acquistare la tessera club (obbligatoria) e/o per ombrellone e lettino.

Le estati 2016, 2017 e 2018 sono state da record, per il turismo italiano: mare, montagna, città d’arte, tutte piene, tutte cresciute a doppia cifra. Nel 2019 non sarà così, e vi spiego perché.

La ripresa del Mar Rosso proseguirà impetuosa - È un prodotto dal quale il mercato a budget medio-basso non può prescindere, infatti negli ultimi anni se ne è sentita la mancanza, non essendo sostituibile. “Il Mar Rosso nel suo complesso ha registrato ottime performance” dichiara Antonella Ferrari di Gattinoni Mondo di Vacanze e auspica un incremento dei posti volo disponibili. Perché la ripresa ha sorpreso anche i tour operator, che questa estate hanno registrato una domanda ben superiore all’offerta.

L’online conterà sempre di più, e il prezzo comanda - “Per il mondo dell’e-commerce, il duopolio Expedia-Booking continuerà ad avanzare, guadagnando sempre più quote di mercato” prevede l’informatissimo Adriano Meloni. Avete mai provato a dare la priorità al prezzo, quando fate una query su Booking, tipo “villaggio + mare + famiglia + Italia” ad agosto? La prima struttura della Sardegna arriva in quinta schermata, quella dove non ci va nessuno.

Il rapporto qualità-prezzo è una chimera - Lo dice Flavio Briatore, che sarà anche antipatico e supponente, ma di business capisce: “Se tu offri un servizio valido la gente non si lamenta dei costi. E questo vale per tutti i tipi di offerta, dal turismo di lusso ai campeggi. Il problema è che spesso in Italia le camere sono over prize, cioè sono care ma vecchie”. Certo, che se tu quella camera l’hai venduta per decenni senza cambiare neanche un comodino o gli appendiabiti, non è che ti venga spontaneo farlo adesso...

Se non cambi, i turisti vanno altrove - Ancora dalla Sardegna: “Siamo rimasti fermi, non abbiamo fatto tesoro del boom dell'anno scorso. Abbiamo solo un prodotto turistico legato alla balneazione e basta. Non siamo stati in grado di realizzare nuovi prodotti che creassero attrattività: circuiti ciclabili, sentieristica, trekking. Nulla. E i turisti vanno altrove” spiega con disarmante lucidità il sempre più abbacchiato presidente Assohotel Sardegna.

Insomma, l’Italia è il Paese più bello del mondo e la Sardegna non ha pari nel Mediterraneo, ma qualcosa va fatto. Se no i turisti vanno altrove, e non tornano più.

Leggi anche: Sardegna

TI INTERESSA QUESTA NOTIZIA? ISCRIVITI A TTG REPORT, LA NEWSLETTER QUOTIDIANA

Commenti di Facebook


I blog di TTG Italia non rappresentano una testata giornalistica poiché sono aggiornati senza alcuna periodicità. Non possono pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. Le opinioni ivi espresse sono sotto la responsabilità dei rispettivi autori