Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il susseguirsi di eventi avversi degli ultimi anni ha permesso al turismo organizzato di strutturarsi. “Ogni grande evento - conferma il direttore commerciale del Quality Group, Marco Peci - ci obbliga a trovare nuove soluzioni e a migliorare quelle già esistenti. Le crisi degli ultimi anni ci hanno lasciato procedure più efficaci, rapporti più strutturati con i fornitori, strumenti assicurativi più evoluti e soprattutto una maggiore capacità di decidere rapidamente quando il cliente si trova in difficoltà”.
Le compagnie assicurative, in particolare, sono diventate delle valide alleate degli operatori, a fronte anche di una crescente domanda per forme di tutela da parte dei viaggiatori. “In generale - spiega il direttore del tour operator di CartOrange, Claudio Asborno - hanno assunto maggiore valore le coperture assicurative a tutela dei clienti, che sono di fatto diventate un elemento determinante per la decisione finale”. Oggi, gli fa eco il ceo di Alidays Davive Catania, “il cliente non cerca solo un buon viaggio, ma anche maggiore tranquillità e assistenza”. Un’esigenza che impone agli attori del tour operating grande cura e lucidità. Ma serve anche grande spirito di adattamento.
Lo scenario di instabilità e le evoluzioni tecnologiche stanno mettendo il comparto di fronte a nuove sfide, che, come rimarca la direttrice commerciale del Gruppo Nicolaus, Isabella Candelori, “riguardan la gestione della fluidità della domanda, l’integrazione della tecnologia nei processi di vendita e la capacità di mantenere elevata la marginalità”.
Il futuro del tour operating, sottolinea Peci, “dipenderà dalla capacità di generare prodotti veri, anticipare e non soltanto interpretare il cambiamento e assumersi responsabilità concrete nei confronti del cliente e della distribuzione”.
Alessia Noto