Sviluppo turistico italiano
Una roadmap a 10 anni

“In due giorni abbiamo tracciato la visione del turismo in Italia da qui a 10 anni”, queste le parole del ministro Daniele Santanchè in conclusione del terzo Forum Internazionale del Turismo da lei voluto a Milano. Al centro la sfida dell’undertourism, ovvero dirottare i flussi nelle località meno frequentate, non solo una necessità, ha ribadito il ministro, per togliere pressione alle destinazioni maggiori, ma un potenziale su cui costruire una strategia. Sempre in allineamento e collaborazione con gli enti locali, regioni e comuni, ha sottolineato spesso il ministro, ricordando che la sua è una materia concorrente.

In questa visione “non ci sono tabù”, lo ha detto Santanchè in diretto riferimento al dibattito scatenato dalla sua proposta di modificare il calendario scolastico, annuncio del primo giorno, “non qualcosa da fare domani, ma da mettere sul tavolo della discussione”.

Ha ribadito le altre proposte messe al centro di un modello che tiene insieme imprese e territori: la lotta al nanismo e alla disgregazione delle imprese del turismo, la richiesta all’Europa di più strumenti finanziari e un budget ad hoc, kpi più rigorosi e una pubblica amministrazione efficiente e al passo con i ritmi delle imprese.

La centralità del tema sicurezza

La seconda giornata ha affrontato il tema della sicurezza con l’annuncio dal palco, insieme al ministro dell’interno Matteo Piantedosi, di destinare una quota della tassa di soggiorno alla videosorveglianza nei comuni.

“La sicurezza è un elemento centrale della nostra strategia di promozione turistica: non a caso, l’Italia è al primo posto in Europa per percezione di sicurezza tra i turisti, davanti a Grecia, Francia e Spagna. Un primato che intendiamo rafforzare e mantenere”, ha spiegato Santanchè.

La collaborazione col governo include anche il lavoro con il ministro dell’agricoltura Lollobrigida per valorizzare l’agroalimentare e spingere la Dop Economy, che genera 40 miliardi di euro: “Il riconoscimento Unesco della cucina italiana potrebbe determinare, nell’arco di due anni, un incremento dei flussi turistici fino all’8%, pari a circa 18 milioni di pernottamenti aggiuntivi”.

La firma della Carta di Amalfi

Finale di impegno con la sottoscrizione, di Santanchè e Piantedosi, del protocollo d’intesa per lo sviluppo sostenibile e la sicurezza dei Comuni turistici. La cosiddetta Carta di Amalfi è un’iniziativa del 2025 di alcuni comuni che soffrono maggiormente la pressione turistica.

Con la firma del protocollo viene istituito ufficialmente un tavolo interistituzionale per rafforzare il coordinamento nella gestione, sostenibilità e sicurezza dei flussi turistici e nella tutela dei territori più esposti. Obiettivo: favorire il bilanciamento tra impatto turistico e qualità della vita dei residenti, promuovere il ripopolamento, assicurare la sicurezza e la governabilità dei territori, valorizzare l’identità turistica nazionale e sviluppare un turismo sostenibile per le generazioni future.

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