Montanucci, Maavi: “È tempo di cambiare”

Centottantotto agenzie e 46 fornitori, due delegati per regione e poi ancora sotto delegati provinciali, partner, interlocutori. I protagonisti di Maavi si sono ritrovati su Msc Splendida per fare il punto sulla situazione. Quello causato dalla pandemia è stato uno sconvolgimento epocale, ma da tanta fatica è emersa anche la voglia di reagire e la necessità di fare rete tra i professionisti del turismo. Lo sa bene il presidente di Maavi, Enrica Montanucci (nella foto al centro, insieme a Giuliano Di Vincenzo e Michela Terzi del direttivo Maavi), testa e anima del progetto e della prima (Un)convention dell'associazione.  

La voglia di farcela
Montanucci ha parlato chiaro, prima dal palco del teatro di Msc Splendida e poi durante i confronti organizzati a bordo. "Sono emozionata perché tutti credevano che la nostra avventura finisse dopo tre mesi, invece siamo riusciti a portare 2mila 200 persone in piazza del Popolo a Roma, a farci sentire, a farci riconoscere dai media e soprattutto ora veniamo anche chiamati dove si decide. Abbiamo trovato chi vuole confrontarsi con noi e chi riconosce il nostro valore, la nostra competenza e ascolta quello che abbiamo da dire".  

Rimettersi in gioco
Il presidente di Maavi riconosce che questo periodo è servito per capire, per fermarsi ed elaborare. "Credo che aver scoperto un mondo fatto di tanti piccoli imprenditori, ognuno con le sue difficoltà. Il Covid ha messo in ginocchio tutti, i giganti e i piccoli, ma in tempo di crisi le persone intelligenti cambiano e trovano soluzioni. Il regalo che ci ha fatto la pandemia è stato il tempo. Un evento come questo ti fa sedere, ragionare e aspirare a qualcosa di diverso. È nata una grande capacità di interrogarsi. Quindi abbiamo incontrato tante persone e raccolto il sentiment, le esigenze delle adv in questo momento".  

Due vie
"Abbiamo due strade aperte: o gettare la spugna, o giocare una partita diversa. Le sfide più belle sono le più difficili, ma si vincono anche stando uniti, andando oltre ai modelli già conosciuti. Il domani è digitale. Il cambiamento non può riguardare solo la distribuzione, ma anche i tour operator. Rimango convinta che il rapporto di coesione e stima e reciproca può giovare a noi e a loro, mantenendo però il rispetto e quel ruolo che è l'ago della bilancia. Sia chiaro che non vogliamo attaccare i network, ma è vero che in un momento particolare come questo questo, dove gli adv faticano a trovare soluzioni, c'è l'esigenza di ottimizzare".  

La strategia
Da qui l'idea di lanciare Faro Group, un nuovo progetto che si divide in tre sezioni specifiche: Faro Club, il gruppo di acquisto guidato da Federico Canuzzi, Faro Team Italia con Federica Bellinazzi che offre supporto sull'incoming e infine Faro Service con responsabile Giuliano Di Vincenzo che offre consulenze e servizi. "Negli ultimi anni ci siamo ritrovati a essere un po' meno adv e più bigliettai. Occorre evolversi utilizzando le tecnologie. So che tutto quello che è nuovo porta ansia, ma noi siamo la novità e vogliamo provare a scrivere un modello in divenire".

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