Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il caldo di quest’estate potrebbe costare all’Unione europea circa l’1% del Pil, pari a 208 miliardi di dollari: la stima è stata elaborata da Triodos Bank.
La stima, come riporta traveldailynews.com va a sommare diversi fattori, come la minore produttività del lavoro fino all’aumento dei costi energetici e alle interruzioni dei trasporti su strada, ferrovia e vie maritime.
Sul piano europeo, la più colpita sarebbe la Francia, che lascerebbe una quota dell’1,4% del Pil; ma al secondo posto ci sarebbe subito l’Italia, con un -1,1% per il prodotto interno lordo.
La Penisola
In particolare, per l’Italia sarebbe rilevante in modo decisivo il settore turistico, considerato il volume dei pernottamenti nel periodo estivo. Le temperature estreme hanno infatti richiesto modifiche alla gestione delle attrazioni turistiche, come l’estensione degli orari di apertura serali e l’installazione di sistemi di nebulizzazione.
A pesare sono anche gli incendi boschivi, soprattutto per la Spagna.
Allo stesso tempo, emergono segnali di un aumento della domanda per destinazioni con temperature estive più miti come Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda, come confermano le tendenze di prenotazione e ricerca riportate da piattaforme di viaggio e tour operator.