Le attrazioni a pagamento
Così cambierà il turismo

Addio lancio rapido della monetina a Fontana di Trevi o giretto in auto sul Teide con la neve, mentre 2mila metri sotto la gente va al mare. L’aumento del numero di turisti, la necessità di poter gestire questi flussi e tutelare i monumenti, insieme alla possibilità di far cassa da parte dei Comuni, sta facendo scattare una serie di misure di contingentamento in molti luoghi iconici del mondo, e il 2026 potrebbe segnare uno stravolgimento per il turismo mordi e fuggi o più in generale per gli short break.

Roma apripista

I dati parlano chiaro, nonostante una destagionalizzazione crescente, la delocalizzazione del turismo va molto a rilento e per gestire le folle, rispettare i residenti e tutelare il patrimonio, sempre più sindaci ricorrono all’intelligenza artificiale per regolare i flussi, o alla monetizzazione del bene per gestirne la fruibilità. Si comincia con Roma a fare da apripista. Tra conferme e smentite, vanno infatti avanti i lavori per il posizionamento delle transenne che imporranno il biglietto da 2 euro a chi vorrà vedere da vicino Fontana di Trevi.

Ma dalla prossima estate non sarà più possibile avvicinarsi con motoscafi o altre imbarcazioni a motore, anche ai faraglioni di Capri, mentre Amalfi e Positano studiano un contributo di accesso e un numero chiuso, sul modello di Venezia. A Portofino sarà invece un’app a permettere l’accesso via mare e via terra al borgo, limitandolo a 6500 persone.

I casi all’estero

Ma il Belpaese in questa lotta all’overtourism non è solo. A Tenerife per salire sul Teide è scattato, dal primo gennaio, un biglietto che va da 10 euro per le escursioni organizzate a 25 euro per i camminatori solitari. L’Olanda metterà invece a pagamento il villaggio di Zaanse Schans, famoso per i suoi mulini e i campi di tulipani. Dalla prossima primavera, per entrare bisognerà pagare un ticket di 17,50 euro. Tasse anche per chi arriverà in nave da crociera questa estate in Norvegia o per chi vorrà andare ad Edimburgo durante il tradizionale festival degli artisti di strada, ma deciderà di soggiornare meno di 5 notti. Insomma, nella lotta all’overtourism, diventa sempre più difficile fare vacanze improvvisate e senza programmazione.

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