Il commento del direttore
Remo Vangelista
A un anno esatto dal suo sbarco in Italia, Travel Experts traccia un primo bilancio della sua azione sulla Penisola. Il 2025 si è concluso con 16 affiliazioni per un fatturato, da settembre a dicembre, di 500mila euro. “Abbiamo di fatto iniziato a lavorare da settembre in poi – spiega Alexander Creyf, operations director in Italia -, perché ci sono voluti alcuni mesi per spiegare sul mercato italiano la nostra specificità. Siamo la prima rete internazionale di consulenti di viaggi arrivata nella Penisola, ed è ovvio che all’inizio ci sia stata un po’ di prudenza”.
Ad oggi, Creyf si dice soddisfatto della compagine di consulenti che si è creata: “Come diciamo fin dall’inizio, noi puntiamo alla qualità e non alla quantità. Una qualità che è sia professionale che di relazione: per noi, infatti, è importante che fra i nostri consulenti si crei un rapporto anche di collaborazione, per garantire il migliore servizio possibile al cliente finale”.
Così, anche il percorso di crescita è scandito in termini di qualità piuttosto che di quantità. “Per il 2026 prevediamo di arrivare a 30 agenti e per il 2027 a 40, con un incremento di fatturato invece più deciso: per quest’anno si prevedono 10 milioni di euro”. D’altro canto, sottolinea Creyf, “per noi un buon consulente di viaggi fa almeno 1 milione di fatturato”.
Dopo i primi mesi di approccio lento, intanto, Travel Experts sta iniziando a ricevere molte richieste di affiliazione: “Non abbiamo una fee d’ingresso – spiega l’operations director – ma siamo selettivi: i consulenti devono corrispondere a precise caratteristiche e integrarsi bene con gli attuali componenti della community. Su di loro investiamo molto, con moltissimo training, fam trip e altre iniziative, oltre alla gestione di tutta la burocrazia, per cui vogliamo persone competenti e disponibili a cambiare”.