Il commento del direttore
Remo Vangelista
Le tensioni in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo hanno inevitabilmente segnato la sessantesima edizione di ITB Berlin. Oltre a compromettere l’arrivo a Messe Berlin di numerosi espositori, rimasti bloccati nei Paesi interessati dai conflitti, la situazione di crisi ha fatto da spunto per riflettere sul valore del turismo in un contesto globale sempre più segnato da incertezza e conflitti. “In tempi come questi emerge con chiarezza il potere dello stare insieme e del dialogo” ha rimarcato Deborah Rothe, exhibition director di ITB Berlin, nel suo discorso di apertura della tre giorni.
Dai padiglioni della fiera tedesca è arrivato così un messaggio forte al settore: alle divisioni che attraversano il mondo l’industria turistica deve rispondere con unità. “Bisogna trovare insieme un equilibrio, come recita il nostro motto di quest’anno ‘Guidare il turismo verso l’equilibrio’” ha affermato Rothe, invitando gli operatori a non perdere fiducia: “C’è speranza per il futuro, soprattutto se pensiamo alla grande capacità dimostrata più volte dalle persone e dal nostro settore di riuscire a unirsi, soprattutto in periodi di difficoltà”.
Una filiera resiliente
Le vicende internazionali hanno alimentato anche il dibattito su come il comparto possa affrontare scenari di crisi sempre più frequenti e imprevedibili. Contesti a cui l’industria inizia ad abituarsi. “La nostra è ormai una filiera molto resiliente, abituata a reagire alle crisi e a gestire le complessità” ha rimarcato Karelle Lamouche, ceo Europe & Northern Africa di Accor. Sin dalla pandemia, infatti, il settore ha imparato a essere più adattivo, come sostenuto da Peter Glade, chief commercial officer della divisione aviation di TUI Group: “Stiamo cercando di mantenere il business più flessibile possibile, in modo da poter rispondere prontamente alle emergenze”.
La capacità di poter agire rapidamente può fare la differenza per tutelare viaggiatori e programmazioni. Un punto di forza per realtà crocieristiche come Norwegian Cruise Line (attualmente la compagnia non ha navi nei Paesi in conflitto ndr). “Fortunatamente siamo un business molto flessibile, possiamo spostare le navi in qualsiasi parte del mondo - ha spiegato a TTG i vice president & managing director Continental Europe, Middle East & Africa, Kevin Bubolz -. Il mondo in questi ultimi anni ha già avuto diverse crisi di questo tipo, quindi sappiamo come gestirle. Abbiamo team specializzati che agiscono rapidamente e sanno riorganizzare tutto”.
Prioritaria resta, tuttavia, la tutela dei viaggiatori. “L’importanza in questi momenti è innanzitutto mettere i clienti al sicuro e poi pensare al resto” ha rimarcato Paul Bixby, chief commercial officer di easyJet Holidays.