Concorde, ascesa
e declino
di un mito

Era il 21 gennaio del 1976 quando, dall'aeroporto Charles de Gaulle, decollò per la prima volta il collegamento di linea Parigi – Dakar – Rio de Janeiro, operato da Air France: non un volo qualunque, però, perché quel giorno nasceva il mito del Concorde. Nei giorni successivi British Airways avrebbe fatto partire il Londra Bahrein e dall'inverno sarebbe invece decollato il volo più iconico, ovvero quello verso New York.

Si trattava di una rivoluzione, un gioiello tecnologico che permetteva di traversare l'Atlantico in 3 ore e 20 minuti, figlio della cooperazione dei governi anglo-francesi, ma che non ebbe mai successo. Nonostante i numerosi tentativi di imitazioni, a cominciare dal TU 400 sovietico, il Concorde era forse troppo in anticipo sui tempi. Gli anni 80 sono il decennio dove comincia il turismo di massa, e l'aviazione era alla ricerca di velivoli capaci di trasportare più persone, anche se più lentamente. Con i suoi 80 posti, e un costo del biglietto proibitivo, il jet supersonico non rispondeva quindi ai criteri di economicità aziendale.

Il declino

La crisi energetica del 1973 fece fare marcia indietro a molte compagnie aeree, e alla fine solo Air France e British Airways confermarono i 19 ordini, gli unici ad essere messi in produzione. Il divieto di sorvolo della terraferma per il rumore al superamento della barriera del suono, il crollo dei finanziamenti statali e l'alto costo di manutenzione dei velivoli, ne decretarono la fine ancor prima dell'incidente di Londra del 2003.

Il futuro

“La sua eredità non è comunque andata persa e oggi i tempi per nuovi jet supersonici potrebbero essere più maturi. La Nasa sta progettando l'X-59, un veicolo concept destinato al trasporto passeggeri, capace di volare a Mach 1.4, cioè 1,4 volte più veloce del suono. Boom Supersonic sta sviluppando invece Overture, pensato per viaggiare a circa 2.100 chilometri all’ora (Mach 1.7) con 64-80 passeggeri in configurazione business class.

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