Il commento del direttore
Remo Vangelista
La Commissione europea ha avviato un procedimento formale per valutare se Booking.com abbia violato il Digital Services Act (DSA). La piattaforma, secondo la Ue, non ha valutato con la dovuta diligenza né mitigato efficacemente i rischi legati ad annunci fraudolenti e truffe di phishing. La piattaforma potrebbe, inoltre, aver violato il DSA in materia di trasparenza, non avendo segnalato chiaramente come pubblicità gli annunci con un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti grazie al pagamento dei fornitori.
Tre quindi saranno gli ambiti dell’indagine, come si legge nella nota pubblicata dalla stessa Ue.
La Commissione esaminerà se Booking.com abbia correttamente identificato e valutato i rischi connessi alla diffusione di contenuti illeciti. Annunci falsi – come quelli relativi a strutture inesistenti –, casi di furto d'identità e offerte di alloggio non conformi possono avere ripercussioni negative sulla tutela dei consumatori. L'indagine valuterà inoltre se la piattaforma abbia adottato misure efficaci per mitigare tali rischi, anche attraverso la rimozione di annunci fraudolenti o non conformi.
Inoltre, una parte dell’indagine sarà dedicato ai rischi che le truffe di phishing pongono ai consumatori. Nello specifico, si concentrerà sui rischi legati alle modalità di condivisione dei dati di prenotazione e degli ospiti con i fornitori di alloggi, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica di Booking.com. La Commissione verificherà inoltre se l'azienda abbia predisposto garanzie sufficienti a impedire che i dati vengano utilizzati in modo improprio per compiere attività di phishing o richiedere pagamenti fraudolenti.
Infine, terzo tema di indagine sarà il posizionamento degli annunci a pagamento non chiaramente identificabili come pubblicità. I fornitori di alloggi possono aumentare la visibilità dei propri annunci nei risultati di ricerca di Booking.com pagando una commissione più elevata. Gli utenti devono essere in grado di riconoscere chiaramente che tali annunci “promossi” costituiscono, a tutti gli effetti, pubblicità. La Commissione esaminerà anche se, per ogni annuncio visualizzato su Booking.com, gli utenti siano in grado di comprendere facilmente chi vi sia dietro, chi abbia pagato per la promozione, per quale motivo l'annuncio venga mostrato e come sia possibile modificare le impostazioni che determinano quali inserzioni visualizzare.
La Commissione condurrà un'indagine approfondita in via prioritaria, proseguendo nella raccolta di elementi probatori, ad esempio attraverso l'invio di ulteriori richieste di informazioni, interviste o ispezioni. L'avvio di un procedimento formale conferisce inoltre alla Commissione il potere di adottare ulteriori misure esecutive, come provvedimenti provvisori o decisioni che accertino la mancata conformità. La Commissione ha altresì la facoltà di accettare impegni proposti da Booking.com per porre rimedio alle questioni oggetto del procedimento.