Italia, il brand è solido
Ma resta il nodo dei prezzi

Sicura, iconica, culturalmente attrattiva e con un’offerta eterogenea e trasversale. Tutte qualità che da sempre il mercato internazionale attribuisce all’Italia, ma che oggi, in un contesto di instabilità globale, le danno un vantaggio competitivo ancor più rilevante rispetto agli altri attori del Mediterraneo.

Un vantaggio che, come spiegano gli attori dell’hospitality nel servizio di TTG Italy sfogliabile nella digital edition, i player italiani sono decisi più che mai a sfruttare agendo su una doppia leva: una linea di pricing coerente con il servizio offerto e un’estrema flessibilità delle proposte e delle politiche di booking.

Strumenti essenziali per venire incontro a una domanda ondivaga, che alterna momenti di panico e sfiducia totale ad altri di prudente ripresa. Gli attori dell’hospitality si interrogano sulla stagione futura sicuramente con una buona dose d’ansia, ma anche con la consapevolezza della forza del brand Italia, che sta reggendo a fronte di una domanda che si è fatta sì più prudente e selettiva, ma che resta solida.

La ripartenza

“Dopo un brutto marzo e un inizio di aprile problematico siamo ripartiti - sottolinea Andrea Spalletti Trivelli, proprietario di Villa Spalletti Trivelli a Roma - e l’ultimo mese è stato in linea con il 2025, grazie soprattutto alla resilienza di mercati long haul come quello australiano, che ha continuato a prenotare anche per l’estate”.

Dopo un comprensibile stallo iniziale, anche gli statunitensi hanno ricominciato a volgere il loro sguardo verso la Capitale “grazie soprattutto al lavoro instancabile degli agenti di viaggi del loro Paese - precisa Spalletti Trivelli -, che vengono di persona in Italia per poi riferire ai loro clienti di una situazione del tutto tranquilla e sicura. Si sentono rincuorati e hanno ricominciato a prenotare la loro vacanza luxury nel nostro Paese”.

Analoga la situazione vissuta dalle strutture urbane di Leonardo Hotels, che dopo le cancellazioni dei primi giorni hanno recuperato serenità: “Attualmente - osserva il regional director Italy Luca De Giorgi - il booking è stabile e mostra segnali di progressiva normalizzazione, con un aumento costante delle prenotazioni anche da parte della clientela statunitense”.

Diversificare i mercati

Un dato su cui concordano tutti è che, tuttavia, i volumi generati normalmente dalla componente Usa non si raggiungeranno quest’anno per cui, per il settore dell’hospitality, sarà di vitale importanza diversificare il più possibile i mercati di provenienza: “Quest’estate - spiega De Giorgi - il mantenimento della domanda sarà garantito da un aumento della componente italiana e di quella europea che, per un ovvio problema di costo degli spostamenti, prediligerà mete a corto raggio come il nostro Paese”.

“Non stiamo registrando cancellazioni significative - gli fa eco Andrea Pallavicini, general manager dell’Hyatt Centric Milan Centrale -: la componente statunitense continua a essere presente e resiliente, con un interesse costante verso l’Italia. Anche il mercato europeo prenota con regolarità, sebbene con una maggiore attenzione alla flessibilità del booking”.

Se le città sembrano reggere bene, il vero exploit è previsto per le strutture delle destinazioni balneari del Sud: “A parte pochi annullamenti di gruppi israeliani e americani ad aprile - spiega Ada Miraglia, direttore commerciale CDSHotels - rispetto al 2025, a oggi, abbiamo un più 50% di prenotazioni di individuali dall’estero e un più 70% di gruppi organizzati, che stanno evitando per ovvi motivi tutta l’area mediorientale, ma non intendono rinunciare a viaggiare e scelgono soprattutto le nostre regioni del Sud”.

Il servizio completo sul nuovo numero di TTG Italy, disponibile nella digital edition

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