Il commento del direttore
Remo Vangelista
Lento, trasformativo e di qualità. Il viaggio di lusso cambia ritmo e paradigmi, rifuggendo la frenesia della quotidianità e delle mete sovraesposte, per riscoprire il valore del tempo e dei contenuti. Così, secondo quanto raccontano gli operatori specializzati sulla spring edition di TTG Luxury - sfogliabile nella digital edition -, la domanda uplevel si fa più selettiva e profonda, privilegiando alla quantità ritmi di viaggio più dilatati, che possano favorire connessioni autentiche con luoghi e culture. In questa nuova grammatica del viaggio, rallentare diventa il vero segno distintivo del lusso contemporaneo.
“Negli ultimi anni abbiamo osservato con chiarezza una trasformazione profonda della domanda, che si sta orientando verso un’idea di viaggio inteso come esperienza trasformativa e non semplicemente come consumo di destinazioni - spiega Sonia Di Gregorio, chief marketing officer di Kel 12 -. La ricerca di lentezza, autenticità e distanza dalle logiche del turismo di massa è oggi centrale per il nostro pubblico”.
Il cliente, precisa il ceo di BluFennec, Roberto Pasqua di Bisceglie, “è più selettivo: non cerca più di vedere tutto, ma di scegliere bene. La lentezza non è solo una moda, è un cambio di approccio - rimarca -. Significa dare valore al tempo, al percorso, all’esperienza nel suo insieme. In concreto questo si traduce in itinerari più mirati, con aree geografiche più delimitate e un ritmo più equilibrato”. In questo contesto “anche la scelta dei mezzi di trasporto diventa parte integrante del viaggio: treni e barche, ad esempio, permettono di vivere il tragitto e non solo la destinazione”.
Un cliente più maturo
Il viaggiatore luxury è maturato. “Cerca tempo, spazio e autenticità - precisa il ceo di Idee per Viaggiare Danilo Curzi -. Tutto questo nella nostra programmazione si traduce in itinerari su misura, ritmi più distesi, privilegiando esperienze private; e in una selezione attenta di destinazioni meno battute: dalle isole secondarie di Thailandia e Indonesia ai raffinati glamping nel deserto, fino a riserve naturali e boutique hotel in Sudafrica. L’obiettivo principale per noi è far vivere ai nostri clienti i luoghi, non semplicemente farli visitare”.
La congestione di alcune destinazioni ha contribuito al consolidamento di questo nuovo orientamento della domanda. Il brulicare caotico delle folle di turisti può di fatto rivelarsi a tutti gli effetti una fonte di stress durante la vacanza, inficiando il piacere dell’esplorazione. La scelta di soluzioni più raccolte può restituire la gioia di cogliere l’essenza più profonda dei luoghi. “I clienti cercano esperienze più intime personalizzate e lontane dalle folle, che permettano di vivere le bellezze del territorio e la cultura con calma e profondità” puntualizza il ceo di Viaggi dell’Elefante, Enrico Ducrot, sottolineando come questo approccio può consentire di entrare in contatto anche con quelle piccole realtà imprenditoriali e creative che più di ogni altro aspetto possono rivelare la vera anima dei luoghi. “Si può godere maggiormente dell’esperienza degli artigiani, sempre più rari e sempre più un richiamo per approfondire il territorio e la sua identità”.
Il viaggio ‘Slow-mo’
Si delinea, di conseguenza, un fenomeno che Virtuoso ha definito con il neologismo ‘Slow-mo’: più la destinazione è remota ed esclusiva, più si tende a prolungare il soggiorno per viverla più a fondo, rinunciando a programmi di viaggio troppo ricchi e serrati. “Il viaggio non è più percepito come una sequenza di tappe, ma come un’esperienza da abitare” rimarca Di Gregorio, spiegando che “quando si tratta di destinazioni o viaggi atti a raggiungere popolazioni o ambienti remoti, come nella nostra linea Dune, costruiamo itinerari che prevedono già tempi adeguati e ritmi equilibrati, pensati per favorire una comprensione autentica e profonda dei luoghi”.
Il servizio completo sul nuovo numero di TTG Luxury, disponibile nella digital edition