Il commento del direttore
Remo Vangelista
L’Italia non è mai stata così attrattiva agli occhi degli investitori internazionali, che stanno mostrando nei confronti del nostro Paese una crescente disponibilità di capitale e un occhio di riguardo per gli asset prime. Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge analizzando i dati dell’EY Italy Hotel investment report 2025, secondo il quale il volume degli investimenti alberghieri in Italia è stato pari a 2,5 miliardi di euro, cifra che rappresenta un incremento del 19% rispetto all’anno precedente e un valore superiore del 35% alla media dell’ultimo decennio, segnando il livello più elevato dall’inizio degli anni 2020.
“Una dinamica positiva - commenta Fabio Braidotti, Head of Hospitality di EY in Italia -, sostenuta da performance complessivamente solide e da una crescente capacità del settore di adattarsi allo scenario economico mondiale. Nel 2025 le operazioni a profilo value‑add hanno rappresentato il 62% del totale, in aumento rispetto al 51% del 2024 e pari a un +72% rispetto alla media dell’ultimo decennio; un dato che riflette l’interesse da parte degli investitori verso lo sviluppo, la conversione e il riposizionamento dello stock alberghiero esistente”.
Il valore delle città e dei resort
Roma, Milano, Venezia e Firenze restano al centro dell’attenzione degli investimenti; su queste città, infatti, si concentra il 55% degli investimenti complessivi nel 2025. In particolare, la Capitale ha guidato il mercato con 630 milioni di euro, pari al 25% dei volumi totali, sostenuta da operazioni di rilievo. Le città di Milano e Venezia hanno rispettivamente una quota del 16% e del 10%.
Cresce anche il comparto resort, che si è attestato su 822 milioni di euro, equivalenti al 33% del totale, con una forte concentrazione in destinazioni di quali Capri, il Lago di Como e Forte dei Marmi.
Oltre la metà di investitori stranieri
Dicevamo della forte attrattività dei nostri asset alberghieri agli occhi degli investitori internazionali. Una tendenza suffragata dai numeri: nel 2025 gli investitori cross border hanno infatti rappresentato il 53% dei volumi complessivi. A livello globale gli operatori alberghieri si confermano la prima categoria con il 30%, seguiti dai family office, che consolidano la loro presenza al 22% grazie a un incremento del 18% rispetto al 2024, mentre gli investitori istituzionali registrano una crescita significativa passando al 21%, in aumento del 77% rispetto all’anno precedente.
“Guardando al 2026 - conclude Braidotti - ci aspettiamo un ulteriore incremento dell’attività di investimento, con il contributo di operatori sia italiani, sia internazionali, in un mercato che continua a offrire opportunità diversificate e coerenti con una prospettiva di medio‑lungo periodo”.