Usa: nel 2025 incoming in flessione e outgoing in crescita, i dati dell’International Trade Administration

Un anno dall’andamento irregolare. Questa la fotografia che scattano i dati diffusi dall’International Trade Administration sui flussi turistici da e verso gli Stati Uniti nel 2025.

Complessivamente, gli arrivi internazionali negli States hanno raggiunto 68,3 milioni nel periodo gennaio-dicembre, segnando una flessione del 5,5% rispetto al 2024 e attestandosi all’86% dei livelli registrati nel 2019. Il recupero prosegue, segnala l’agenzia governativa Usa, ma con dinamiche non uniformi tra i diversi mercati di origine.

Nel dettaglio, gli arrivi dai mercati d’oltreoceano si sono attestati a 34,3 milioni, in lieve calo (-2,5% su base annua), mostrando una maggiore tenuta rispetto ai mercati di prossimità.

A trainare gli arrivi internazionali, riporta Travel Mole, l’America Centrale, che ha guidato con un +4,7% (1,69 milioni di visitatori), seguita dall’Europa orientale (+2,5%) e dal Medio Oriente (+2,0%), che hanno registrato volumi di poco superiori a 1,1 milioni di arrivi.

La performance incoming

Le tensioni politiche e le posizioni dell’amministrazione Trump verso alcuni Paesi hanno inciso negativamente su specifici flussi: gli arrivi dalla Danimarca sono diminuiti del 23,5%, mentre quelli dalla Svizzera del 10,7%.

Tra i mercati inbound, il Messico si conferma al primo posto con quasi 18 milioni di visitatori (+6,4%), mentre il Canada, secondo mercato, ha registrato una contrazione significativa (-20,9%), fermandosi a 16 milioni e incidendo in modo rilevante sul risultato complessivo.

Sul fronte dei gateway, New York resta il principale punto di ingresso con 5,8 milioni di arrivi. Seguono subito dopo Miami e Los Angeles.

I viaggi degli statunitensi

Diverso il quadro per i viaggi outbound degli statunitensi, che mostrano una dinamica più favorevole. Nel solo mese di dicembre le partenze sono cresciute del 3,6% su base annua, raggiungendo i 10,2 milioni e superando del 15% i livelli pre-pandemia.

Su base annua, il Nord America ha rappresentato il 48,6% dei flussi, mentre le destinazioni extraeuropee hanno raggiunto una quota leggermente superiore, pari al 51,4%.

Il Messico si conferma la principale destinazione per gli statunitensi, con oltre 39,6 milioni di viaggi nel corso dell’anno, seguito dai Caraibi con 11,3 milioni. Insieme, queste due aree concentrano quasi la metà delle partenze complessive.

Nel mese di dicembre, l’Europa si è posizionata al secondo posto tra le destinazioni d’oltreoceano, con 1,59 milioni di visitatori dagli Stati Uniti (+2,9%), a conferma della solidità della domanda transatlantica.

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